Attenzione
La caduta si è arrestata Timidi segnali di ripresa
Resi noti i risultati della ricerca del Centro studi di Confindustria Pistoia Bene i dati relativi al tessile e al settore alimentare, male il comparto dei mobili
PISTOIA. . I numeri sono sempre in rosso ma la caduta sembra essersi fermata. Non ci sono gli elementi concreti per poter registrare una ripresa ma di sicuro non c’è recessione. “Possiamo parlare di una fase di transizione verso una situazione che le nostre previsioni dicono di ottimismo”, così Renzo Vettori del Centro studi di Confindustria sintetizza l’indagine effettuata sulla congiuntura dell’industria che ha preso in considerazione un campione di 306 aziende pistoiesi nei primi mesi del 2014. Ma si tratta di una media che non vale per tutti e che, soprattutto, stride con la media italiana dove il comparto manifatturiero nel primo trimestre 2014 fa registrare a livello generale un +1,2 quando quello pistoiese si attesta a -2,6.
«Non possiamo parlare di settori che vanno male e di altri che vanno meglio – dice Cristiana Pasquinelli, consigliere incaricato per il Centro studi di Confindustria – I dati riguardano le singole aziende e nello stesso settore ci sono aziende che stanno facendo bene ed altre che invece si trovano ancora in grande difficoltà». A livello di media, tuttavia, i dati più soddisfacenti arrivano dai settori alimentare e tessile-maglieria. Il primo ha fatto registrare un +2,2 nel primo quadrimestre del 2014 dopo che già nel secondo semestre del 2013 era stato registrato un +1,4. Segno positivo nel tessile +3 ed è una vera novità per il 2014 visto che l’ano precedente il dato era stato sempre negativo. “In questo settore sembra che Pistoia stia beneficiando del traino del tessile pratese che è in ripresa” dice ancora Vettori. A fare da contraltare al tessile c’è il settore abbigliamento che invece fa registrare un nuovo profondo rosso con un -8 che è nettamente peggiore rispetto al -2,2 del secondo semestre del 2013. E poi ci sono i settori del mobile -8,9 e della carta e cartotecnica -4,5. «Sono dati volubili, di transizione – tiene a sottolineare Vettori – La sensazione però è che il peggio sia passato, non c’è più la caduta e siamo in una fase stazionaria. Anche i dati negativi che registriamo sono migliori rispetto a quelli del passato e quindi, pur nella loro negatività, lasciano intravedere uno spiraglio di luce».
«Fare impresa è complicatissimo, oggi più che mai – conferma la dottoressa Pasquinelli – In questo momento sono poche le opportunità a portata di mano e si convive con tutti i problemi storici che rendono un percorso ad ostacoli fare impresa: fisco pesante e complicato, esagerata complessità normativa, costi per servizi essenziali fuori linea rispetto ai concorrenti, credito che non arriva alle aziende. Gli imprenditori fanno uno sforzo particolare per vincere una sfida difficile e si aspettano una risposta corrispondente da parte delle istituzioni: dopo cinque anni di crisi per ripartire davvero servono nuovi investimenti in un ambiente più favorevole all’impresa. I dati ci mostrano che l’economia ha smesso di cadere. Non è ancora ripresa, ma è meglio di quanto abbiamo visto fino ad ora. Sono segnali preziosi che non dobbiamo disperdere».
Dall’indagine emergono altri due aspetti, due facce della stessa medaglia: il rapporto fra aziende con più di 10 addetti e piccole aziende è, ovviamente, nettamente a favore di quelle grandi che fanno registrare una variazione tendenziale del -0,8 rispetto al -5,9 delle aziende con 10 o meno addetti ma, allo stesso tempo i dati dicono che la variazione di queste microimprese si sta avvicinando a quella delle grandi e quindi anche in questo campo la caduta sembra essersi arrestata. Alla presentazione dell’indagine erano presenti anche rappresentanti delle associazioni di categoria. Sull’accusa di una scarsa collaborazione da parte delle banche nella concessione dei fidi, interviene Giampaolo Pazzaglini, responsabile sviluppo commerciale della Banca Interregionale per evidenziare gli stretti parametri disposti dalla Banca d’Italia per poter concedere i fidi.
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