Sicurezza
Gaia minaccia i morosi: niente acqua
L’azienda che gestisce il servizio idrico manda una lettera agli utenti: pagate entro 20 giorni o sospendiamo il servizio
SAN MARCELLO. Dopo le diverse segnalazioni di protesta registrate in questi ultimi tempi, continua il burrascoso rapporto fra Gaia, il gestore degli acquedotti della Montagna Pistoiese, e i cittadini di San Marcello. È giunta in questi giorni una lettera raccomandata "minacciosa", di Gaia, agli utenti del servizio idrico nel comune di San Marcello che certamente non contribuirà al distendersi di situazioni di tensione più volte segnalate dai cittadini.
Nella lettera Gaia comunica che «se entro 20 giorni di calendario dal ricevimento della presente, non sarà provveduto al pagamento di quanto indicato, saremo costretti, nostro malgrado, a sospendere l'erogazione del servizio, così come previsto dal Regolamento». Insomma Gaia toglierà l'acqua agli "insolventi" e addebiterà a questi utenti le spese di tale operazione, secondo quanto indicato nel «Tariffario vigente» approvato dai dirigenti Gaia. Ma non basta perché Gaia aggiunge «La presente (lettera ndr) equivale a tutti gli effetti a formale costituzione di mora».
La lettera, firmata dall'avvocato Monica Pardini, invita infine gli utenti «a contattare urgentemente Gaia Spa per avere il dettaglio completo delle bollette insolute. Qualora, nel frattempo, avesse già provveduto a regolarizzare la Sua posizione, La preghiamo cortesemente di mettersi in contatto con noi per avere ulteriori istruzioni al numero verde 800223377». Sono molti i cittadini ad aver avuto questa lettera raccomandata che ha creato più di un malumore. Un utente ci ha detto «Vede il potere è sempre il potere e chi l'esercita spesso non lo fa in modo sobrio. La lettera di Gaia non prevede che eventualmente sia Gaia in difetto e non dice, per esempio perché si è creata una situazione di questo tipo e mi pare che da parte sua non sia previsto alcun controllo sui propri atti. Io avevo la domiciliazione in banca che mi pagava le bollette. Evidentemente si è creato un problema, sicuramente non dipendente dalla mia volontà e il meccanismo non ha fuzionato. Ma Gaia aveva inviato, a suo tempo, bollettini postali di pagamento. Ed io le dico, e se un utente li avesse regolarmente già pagati perché deve ottemperare ad altri obblighi come quello di contattare Gaia per avere il dettaglio completo delle bollette insolute, come loro dicono? Perché poi deve comunque telefonare per "avere ulteriori istruzioni? Evidentemente l'utente conta proprio poco e soprattutto il suo tempo costa niente. Ma perché non dovrebbe essere Gaia a controllare con i suoi dipendenti se le utenze sono state pagate o non? Perché deve essere il cittadino a fare il lavoro che invece dovrebbe essere fatto dagli uffici Gaia?».
Sauro Romagnani
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