Il dolore
Banchelli, salta l’accordo sulla cassa integrazione
Cgil e Cisl: «Il panificio non ha avuto il mutuo per pagare i lavoratori» E i dipendenti dimessi per giusta causa devono ancora riscuotere gli arretrati
PISTOIA. Di nuovo acque agitate al panificio Banchelli. L’azienda non ha ottenuto il mutuo richiesto da 250mila euro e i sindacati chiedono la convocazione urgente di un nuovo incontro dell’Unità di crisi in Provincia. «A queste condizioni - affermano Fabio Capponi, segretario provinciale Flai Cgil, e Giorgio Bernini, segretario provinciale Fai Cisl - non siamo disponibili a firmare la cassa integrazione straordinaria ipotizzata proprio in Provincia un mese fa».
Un accordo, quello del 14 maggio, che sembrava finalmente gettare uno spiraglio di luce. Dei 39 dipendenti dello storico panificio di Masiano, una parte non riscuote la cassa integrazione ordinaria da ottobre, un’altra parte da gennaio. L’azienda ha dato solo anticipi sullo stipendio e non ha corrisposto sinora quanto dovuto ai sette lavoratori che si sono dimessi per giusta causa a fine aprile. «Né Tfr né arretrati», dicono Girolama Aiello, Francesca Dintignana e Patrizia Pagni. Due giorni fa Cgil e Cisl hanno inviato una mail al panificio e alla Confartigianato. «Abbiamo saputo - spiega Bernini - che la Banca di credito cooperativo a cui si sono rivolti i Banchelli non ha concesso il mutuo da 250mila euro. O meglio, avrebbe subordinato la concessione alla presentazione di un concordato. Un accordo con i creditori per mostrare che l’attività può comunque andare avanti».
I lavoratori, però, non vogliono più aspettare. «Abbiamo chiesto un nuovo incontro dell’Unità di crisi. A queste condizioni i 24 mesi di cig straordinaria (con l’azienda che aveva ritirato la procedura di mobilità, ndr) per noi non sono più una strada praticabile. Ed invitiamo Banchelli - prosegue Giorgio Bernini - a non allontanare il personale dal lavoro facendo riferimento a una vicina cassa integrazione straordinaria che non è stata ancora né concordata,né autorizzata». Il panificio ha una discreta quantità di lavoro: «Ci risulta un fatturato mensile di 90mila euro. Gli ordinativi per il settore del secco ci sono, purtroppo il margine è troppo esiguo per riparare ai debiti accumulati. Siparla - ricorda il sindacalista Cisl - di 1 milione e 300mila euro, di cui “soli” 450mila dovuti ai dipendenti per mensilità arretrate, Tfr, ed ingiunzioni di pagamento dfella Direzione provinciale del lavoro. C’è una rateizzazionedi 600mila euro con Equitalia e il mutuo da 250mila euro doveva servire a dare un po’ d’ossigeno, pagando intanto i sette dipendenti che si sono licenziati e qualche mensilità arretrata».
«Mia madre, anche lei dipendente del panificio, è sotto sfratto perché non può più pagare l’affitto», spiega Girolama Aiello. «Se il signor Banchelli non va in ferie da 5 anni - ribatte Pagni - ci sono persone che non possono portare i figli dal dentista. O famiglie ora senza lavoro».
Tiziana Gori
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