Il Tirreno

Pistoia

Dipendente Asl a processo per abusi sulla suocera

Dipendente Asl a processo per abusi sulla suocera

Ammessa come prova una registrazione domestica fatta dalla moglie Il pm Grieco: «Molestie sessuali che costringevano la donna a vivere nella paura»

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PISTOIA. «Una lunga sequenza di condotte moleste, tutte connotate dal richiamo al profilo sessuale, poste in essere con un’aggressività crescente». Questa la motivazione con cui il pubblico ministero Giuseppe Grieco ha chiesto il rinvio a giudizio per un dipendente della Asl, di 57 anni, residente in Valdinievole. L’uomo è chiamato a rispondere dei reati di stalking, violenza sessuale e lesioni aggravate. Ma non nei confronti della ex moglie, o della compagna. La casistica della violenza contro le donne si arricchisce di una nuova variante: stavolta la vittima del presunto molestatore sarebbe un’anziana di 75 anni: la suocera. L’avrebbe a lungo molestata, cercando di costringerla a compiere atti sessuali e, infine, al termine di una discussione, l’avrebbe colpita con un mattone e con un calcio provocandole lesioni giudicate guaribili in sette giorni.

Il dipendente Asl è comparso a marzo davanti al giudice per le indagini preliminari, che in assenza di riti alternativi, su richiesta del pubblico ministero, lo ha rinviato a giudizio. Ieri mattina, davanti al tribunale collegiale presieduto dal giudice Luciano Costantini (Giuseppe Ciccarelli e Vanessa Rocchi gli altri due giudici) ha preso il via il processo, con la signora difesa dall’avvocato Sabrina Serroni del Foro di Prato e il presunto stalker dall’avvocato Massimo Morettoni del Foro di Pistoia.

Respingendo una richiesta di inammissibilità avanzata dall’avvocato Morettoni, il tribunale collegiale ha accolto come prova, durante la discussione delle questioni preliminari, una registrazione domestica su cassetta fatta dalla moglie del dipendente Asl, in cui il presunto stalker sosterrebbe che quelli compiuti verso la suocera erano solo scherzi occasionali. Al contrario, secondo il pm, tra l’inizio del 2011 e il febbraio del 2013, l’uomo avrebbe a lungo molestato l’anziana, «tanto da cagionarle un perdurante e grave stato di ansia e di paura». L’anziana viveva nella stessa casa della figlia e del genero da alcuni anni. L’uomo aveva fatto richiesta di assistenza nei suoi confronti in base alla legge 10 e si trovava quindi spesso solo con lei. Quando era giunta al culmine della disperazione la donna aveva preso il coraggio a due mani raccontando tutto alla figlia. La cassetta, con la registrazione domestica, è stata ammessa come prova perché, ha spiegato Grieco «fatta prima della presentazione della denuncia-querela». Il tribunale collegiale ha rigettato la richiesta di inammissibilità evidenziando che si tratta di una «documentazione iconografica consentita dall’articolo 234 del Codice di procedura penale. Non si può qualificare né come ripresa audiovisiva in luoghi privati, né come intercettazione telefonica od operazione compiuta dal cosiddetto agente attrezzato con suoni».

Il processo proseguirà il 19 gennaio 2015 con l’ascolto dei testi di difesa e accusa.

Tiziana Gori

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