Toscana
«Commercialisti e contribuenti oppressi dal fisco»
PISTOIA. «La misura è colma». A dirlo è il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti, Franco Michelotti, che parla di «oppressione fiscale” e dichiara la vicinanza dei professionisti ai...
PISTOIA. «La misura è colma». A dirlo è il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti, Franco Michelotti, che parla di «oppressione fiscale” e dichiara la vicinanza dei professionisti ai “poveri” contribuenti.
«Denunciamo la deriva del sistema fiscale, complesso, contraddittorio se non, in alcuni casi, addirittura vessatorio.
Esempio paradigmatico del disagio e dell’ingorgo di scadenza - afferma Michelotti - è rappresentanto dagli adempimenti riguardanti la fiscalità locale, e su tutti quello relativo alla Tasi, che obbliga a ricerche estenuanti e alla consultazione di delibere comunali sulla cui qualità sintattica e coerenza logica spesso e molto vi sarebbe da discutere». Michelotti ricorda come lo Statuto del contribuente imporrebbe agli enti impositori di rendere disponibili in tempi utili gli strumenti idonei all’assolvimento dell’obbligo imposto, e vieti la previsione di adempimenti prima che siano decorsi 60 giorni. «Sarebbe troppo facile - evidenzia Michelotti - citare invece tutte le scadenze che da troppi anni sono vissute con l’ansia dei tempi strettissimi». Michelotti cita la scadenza dei pagamenti derivanti dal modello Unico, e delle lettere riguardanti il redditometro. «Contribuenti e professionisti devono confrontarsi con una mole di scadenze e adempimenti oltre ogni limite di sopportazione, con rischio di errori e di sanzioni altissimo».
Un coacervo di adempimenti «non degni di uno Stato di diritto. L’Italia sembra essere diventata una moderna dittatura fiscale. L’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Pistoia, raccogliendo le istanze dei cittadini e delle imprese, denuncia con fermezza una situazione non più tollerabile. Occorre ristabilire un rapporto equo e fiduciario con l’amministrazione finanziaria: se è innegabile che sia doveroso pagare le imposte e osservare le leggi, altrettanto certo è che chi pretende tali comportamenti debba essere di esempio per quanto riguarda la trasparenza e l’attenzione ai diritti tutelati dalla Costituzione fra i quali, non ultimo, quello della tassazione in base all’effettiva capacità contributiva».
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