Attenzione
Movida, un piano anti-proteste
Steward, centraline per il rumore e nuove modalità di raccolta rifiuti: ecco le idee dei commercianti
PISTOIA. Steward-addetti alla clientela per un adeguato servizio di vigilanza; centraline di misurazione, rilevazione e monitoraggio di impatto acustico; modalità di raccolta rifiuti e codice di autoregolamentazione. Di cosa si tratta? Sono gli elementi essenziali del piano-movida elaborato tra i commercianti del centro storico e i rappresentati di Confesercenti e Confcommercio. Piano varato in un incontro avvenuto pochi giorni fa su uno dei temi più sentiti dalla città.
Ancora da determinare quali saranno gli oneri economici e su chi dovranno gravare. Fatto sta che i commercianti, con l’appoggio di Confesercenti e Confcommercio, stanno facendo di tutto per andare incontro alle esigenze dei residenti, esausti della confusione notturna. «Deve essere garantito il diritto alla salute dei residenti ma non dobbiamo dimenticarci delle esigenze degli imprenditori», commenta Stefano Giachetti di Confesercenti. «È ancora in atto un confronto con l’amministrazione comunale per ottenere un punto di incontro il prima possibile. Si prevede di accelerare i tempi ed avere qualcosa di certo verso la metà di questo mese, in vista dell’estate, dove le problematiche sono più ingenti».
Giachetti continua. «Il Codice di autoregolamentazione è stato redatto e controfirmato da tutte le aziende commerciali per prendere determinate misure. Dopo esserci confrontati per molto tempo con Comune e Publiambiente per l’inquinamento acustico, il passo successivo sarà un nuovo incontro con l’amministrazione ed avere questo codice di autoregolamentazione».
Intanto, i rappresentanti di associazioni e comitati di residenti di città italiane, tra i quali quelli di Pistoia, dopo l’incontro avvenuto a Bologna il 17 maggio scorso per parlare di “Movida selvaggia”, hanno fatto appello al Presidente della Repubblica d ai ministri dell’Interno, della Giustizia e della Salute. «Siamo quotidianamente aggrediti nel nostro pur inviolabile domicilio - scrivono nella lunga lettera- da un invadente assassinio seriale, incarnato in mille volti anonimi chiamati ed attratti da attività note; il rumore serale e notturno anche di fonte antropica. Un’acritica depenalizzazione del reato di disturbo alla quiete pubblica»
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