Il Tirreno

Pistoia

Raccolta fondi per recuperare il Parterre

PISTOIA. Fare del Parterre in piazza San Francesco un luogo sempre più accogliente e aperto ai cittadini. La banda Borgognoni promuove una raccolta di fondi per restaurare i dipinti all'interno dell'e...

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Fare del Parterre in piazza San Francesco un luogo sempre più accogliente e aperto ai cittadini. La banda Borgognoni promuove una raccolta di fondi per restaurare i dipinti all'interno dell'emiciclo e riaprire il locale al pubblico, d'intesa con l'amministrazione comunale proprietaria dell'immobile. La banda, che dal 1930 ha la sua sede qui, si sente custode ideale di questo patrimonio e per questo motivo vuole contribuire al recupero del monumento.

«Si tratta di una iniziativa lodevole - sottolinea l'assessore comunale alla cultura - per recuperare uno spazio importante della città. Sono molti i pistoiesi che hanno frequentato questo suggestivo angolo di piazza San Francesco. In questo luogo si sono svolti tanti saggi di fine anno di varie scuole ed era anche un luogo per incontrarsi e trascorrere qualche ora piacevolmente insieme. Grazie all'iniziativa della filarmonica Borgognoni e a questo legame speciale con il Parterre questo spazio sarà finalmente riqualificato e restituito alla città».

Occorrono, secondo una stima, 40mila euro. La banda si rivolge a tutti convinta che questo spazio è nel cuore di tanti pistoiesi. Se 400 persone dessero cento euro a testa la meta sarebbe raggiunta, ma si conta in realtà sulla partecipazione di tanti piccoli contributi. Anche la banda, che vive unicamente delle risorse volontarie dei suoi soci, farà la sua parte. Nei concerti che si alterneranno sul Parterre, domenica 22 giugno, giornata internazionale della musica, alle 11, alle 17 e alle 21,30, sarà messa una vecchia grancassa per raccogliere le offerte dei partecipanti. Altrimenti si potranno consegnare direttamente alla banda o tramite un bonifico bancario (IT 94 Z 062 6013 8050 0030 7344 C 00) specificando semplicemente "Parterre". Gli organizzatori si danno il limite di un anno. Se entro questo periodo non verrà raggiunta la cifra occorrente, i soldi raccolti saranno dati all'amministrazione comunale perché li investa comunque in lavori di miglioramento del luogo.

Nelle intenzioni originarie, agli inizi dell'Ottocento, l'area, in un progetto più ampio della sistemazione del prato di san Francesco, doveva essere destinata a Pantheon dedicato agli uomini illustri, secondo l'ideologia dell'epoca.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini