Il Tirreno

Pistoia

Depliant pubblicitari fra le tombe per ditte di marmi

di Eleonora Ferri
Depliant pubblicitari fra le tombe per ditte di marmi

Il regolamento comunale vieta una simile propaganda e in passato sono state sanzionate diverse aziende

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PISTOIA. Avvicinarsi alla tomba dei propri cari e trovare sulla stessa lapide un volantino pubblicitario che offre coupon e sconti per marmi funerari. È quello che sta succedendo in alcuni cimiteri del comune di Pistoia, dove qualcuno sta lasciando dei volantini che pubblicizzano, tra la ghiaia delle tombe o apposte su croci e lapidi, marmisti e imprese di arte funeraria.

Non ci sarebbe nulla di male se non si trattasse di un’azione vietata dall’articolo 19 del regolamento comunale dei servizi cimiteriali. Le sanzioni per questo tipo di reato vanno dai 25euro ai 500, con aggravanti per la recidiva. Un momento tra i più intimi e privati quello di raccoglimento sulla lapide dei propri cari, invaso da volantini che riportano slogan in grassetto come “cerchi un marmista esperto in arte funeraria a Pistoia?” con tanto di coupon ritagliabile e sconti fino a 50euro e servizio di “prezzo amico”.

Ma questi tipi di volantini non vengono lasciati su tutte le tombe: solo su quelle provvisorie in legno, che non hanno ancora le lapidi marmoree. I cimiteri interessati da queste poco gradite azioni di marketing sono sempre quelli più piccoli, e senza custode. Gli ultimi ritrovamenti sono stati fatti nei cimiteri di San Biagio in Cascheri e in quello di Candeglia a Pistoia. A dare l’allarme gli operatori della ditta che gestisce i servizi cimiteriali per il comune. Ed è proprio l’ufficio cimiteriale che ha già inviato la nota dei ritrovamenti alla polizia municipale, che si occuperà di emettere la sanzione nei confronti dei responsabili. Non è la prima volta però che volantini di questo tipo vengono ritrovati sulle tombe dei cimiteri pistoiesi: provvedimenti contro questo tipo di azioni risalgono perfino al 2008, e i marmisti sanzionati negli anni sono stati vari e tutti pistoiesi. Tra i cimiteri interessati ci sono stati anche quelli più defilati come Piteccio, Val di Bure o le Piastre. Le sanzioni per questo tipo di reato possono ammontare a una cinquantina di euro, fino ad arrivare a 500.

«I marmisti e le ditte di questo tipo sanno che non si può mettere la pubblicità in questa forma – spiegano i funzionari dell’ufficio servizi cimiteriali del comune – la ditta che ha messo questi ultimi volantini è recidiva, quindi la sanzione raddoppierà. Negli anni ci sono state ditte e persone che hanno preso più multe, anche una dietro l’altra».

I cimiteri custoditi sul territorio comunale sono 2 sui 48 presenti. In quelli dove non è presente il custode vengono fatti però spesso dei sopralluoghi dagli operatori cimiteriali. Ma i privati cittadini possono segnalare ritrovamenti di questi tipo all’ufficio comunale dei servizi cimiteriali. Sui cimiteri pistoiesi sono già passate bufere che riguardano servizi di arte funeraria. Risale solo al 2013 la questione del commercio illegale di lapidi e tombe nel pistoiese. E con questa le testimonianze di cittadini avvicinati al cimitero da operai cimiteriali che lasciavano biglietti da visita, proponendo lapidi e pietre tombali a prezzi stracciati.

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