Proteste
Tentato omicidio a Serravalle: Vasco Guidi sentito dal pm Boccia
Al magistrato l’uomo, a cui l’ex compagna ha sparato 4 colpi d’arma da fuoco, ha ribadito: «È stato un agguato». Si teme per il recupero della funzionalità della mano destra
PISTOIA. «Sto abbastanza bene, sono seguito per il recupero della funzionalità alla mano dai medici dell’ospedale di Careggi». Un recupero difficile, la mano destra è stata raggiunta da uno dei colpi esplosi dall’ex compagna Serena Checchi, 37 anni, con la sua 635 regolarmente registrata per l’uso sportivo. Vasco Guidi, 42 anni, dipendente della Coop di viale Adua, è stato raggiunto da altri tre colpi: al piede, alla spalla sinistra e alla schiena. È stato un agguato, ha ribadito giovedì 5 davanti al pubblico ministero Luigi Boccia in procura a Pistoia. Tranne le dichiarazioni rilasciate da Guidi nell’immediatezza del fatto, il pomeriggio del 14 maggio a Ponte di Serravalle, questa è stata la prima deposizione ufficiale per Vasco Guidi.
L’uomo è stato operato al San Jacopo per la rimozione dei proiettili, e dopo alcuni giorni di prognosi riservata in terapia intensiva, era stato spostato nel reparto di chirurgia. È stato dimesso alla fine della scorsa settimana, e ha voluto subito con sè i bimbi. I due figli avuti dalla Checchi, di 8 e 5 anni, sono con lui e la madre nella loro casa di Pieve a Nievole. Erano stati affidati dalla Checchi, dopo averli portati via dal podere dove stavano giocando col padre, ai genitori di lei, e con loro sono rimasti fino a venerdì scorso.
Accompagnato dagli avvocati Erika Gardin e Maura Banti, nella deposizione davanti al pm Boccia Guidi ha ribadito che l’ex compagna, con la quale la relazione si era interrotta tre anni fa, gli ha teso un vero e proprio agguato, appostandosi dietro una siepe, oscurata anche dalla Multipla di lui. Sarebbe uscita fuori all’improvviso, esplodendogli contro l’intero caricatore, anche quando lui- ferito - si era allontanato in cerca di aiuto verso il campo di un vicino.
Dal canto suo la Checchi, difesa dagli avvocati Simone Aiazzi e Francesco Bonanni, ha ribadito nella deposizione davanti al pm Boccia, che si è trattato di un gesto d’impeto al culmine di un litigio: «Mi ha detto che non stavo crescendo bene i bambini e non ci ho visto più. Ma lo amo ancora», ha mormorato tra le lacrime prima di essere riportata nella sua cella a Sollicciano. Entrambi hanno ora una nuova relazione, ma lei non si era rassegnata alla fine della storia.
«Ho depositato martedì - spiega l’avvocato Gardin - la memoria difensiva con tutti gli sms minatori che nel corso degli ultimi tre anni la Checchi ha inviato al mio assistito, insieme alle denunce presentate da Vasco Guidi per calunnie e minacce nei confronti dell’ex compagna». Alcune erano state rimesse il 30 aprile 2014, quando sembrava che i due finalmente avessero trovato un accordo sui giorni per l’affidamento dei figli, ma per altre, continua Gardin, «si può procedere d’ufficio e quindi sono ancora pendenti».

Il 3 giugno si è svolta l’udienza davanti al Tribunale dei minori di Firenze. «Nel contradditorio delle parti - spiega l’avvocato Maura Banti - Guidi ha ribadito la propria posizione, chiedendo l’affidamento esclusivo dei figli, che ora gli sono affidati in maniera temporanea. Ha anche chiesto i provvedimenti oblativi della responsabilità genitoriale nei confronti di Serena Checchi. Abbiamo messo in atto, insomma, tutti quei meccanismi a tutela dei bambini in attesa che il Tribunale si esprima nei confronti della signora». Anche i nonni materni hanno richiesto l’affidamento dei bimbi: «Da parte nostra - prosegue Banti - non ci sarebbe contrarietà a che i bambini vedessero i nonni, con il monitoraggio però degli assistenti sociali. Temiamo un tentativo di “inquinamento” del rapporto con il padre per la volontà di difendere la figura materna. In questi anni hanno sempre avuto una posizione di assoluta difesa e tutela della figlia».
Il Tribunale dei minori ha dato tempo fino a giovedì 12 giugno per la deposizione delle memorie difensive, nell’ambito delle quali, informano Gardin e Banti «verranno sentite altre persone informate sui fatti». L’ordinanza del giudice sull’affidamento dei figli è attesa nell’arco di due settimane.


Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
