Sicurezza
La proposta: via Fermi più sicura con altre 3 rotatorie
Pistoia: ecco un piano della Confesercenti per risolvere il problema degli ingorghi e i rischi causati da chi si immette dalle strade laterali - DITE LA VOSTRA
PISTOIA. Oltre a quella realizzata in via sperimentale dal Comune all’incrocio con via Bure Vecchia, sarebbero necessarie altre tre rotatorie per risolvere i problemi di sicurezza e di ingorghi lungo via Fermi, a Sant’Agostino, e sulla tangenziale est.
La proposta arriva dalla Confesercenti di Pistoia, che ha colto proprio la novità introdotta dall’amministrazione comunale, sottolineandone pregi e difetti, per illustrare un proprio piano per migliorare la viabilità nella zona industriale: un primo passo per una sua riqualificazione, che preveda la soluzione dei problemi esistenti in fatto di illuminazione, di assenza di marciapiedi, pulizia delle strade, arredi urbani e verde pubblico.
Il concetto alla base del progetto Confesercenti è l’eliminazione dei rischi creati dai veicoli che, uscendo dalle vie laterali, si immettono in via Fermi girando verso sinistra, e attraversando così l’intera carreggiata. Il problema sarebbe risolto istituendo l’obbligo di svolta a destra per tutti coloro che escono dalle strade secondarie e creando altre tre rotonde lungo via Fermi in modo da consentire la possibilità di invertire la marcia percorrendo al massimo 3-400 metri a coloro che devono andare nell’opposta direzione. Si tratta dello stesso principio che sottintende alla rotatoria voluta dal Comune, solo che coloro che escono dalla tengenziale est, attualmente, sono costretti a percorrere 700 metri per poter imboccare via Fermi nel senso opposto.
Il presidente Confesercenti Maurizio Innocenti e il direttore Riccardo Bruzzani, nello spiegare il loro piano in una lettera aperta inviata al sindaco Samuele Bertinelli, puntano tra l’altro il dito verso le controindicazioni che, a loro dire, ha portato la recente modifica alla viabilità: «L'uscita dalla tangenziale per Sant’Agostino con la modifica apportata – spiegano – determina, soprattutto nelle ore di punta, il formarsi di una pericolosa fila di mezzi ben oltre la rampa di discesa, sino a occupare la stessa tangenziale. Questo inconveniente deve essere valutato per la pericolosità che determina. Siamo consapevoli che l'accesso dalla tangenziale a Sant’Agostino e l'accesso da Sant’Agostino alla tangenziale abbia bisogno di misure in grado di superare una situazione irrazionale e d'intasamento. A maggiore ragione perciò occorrono modifiche razionali ed efficienti in modo da ridurre situazioni di pericolo esistenti e da non crearne nuove».
ECCO IL PIANO DI CONFESERCENTI (CLICCA PER INGRANDIRE): IN ROSSO LE MODIFICHE APPORTATE DAL COMUNE, IN BLU LE MODIFICHE PROPOSTE DALL'ASSOCIAZIONE DI CATEGORIA
Quindi, Bruzzani e Innocenti propongono al sindaco il loro piano per ridurre al minimo la pericolosità di via Fermi prevedendo altre tre rotonde: all’incrocio di via Ungaretti, all’incrocio di via Copernico e, all’altezza del Monte dei Paschi, all’incrocio con via Cellini.
«In questo modo – spiegano – oltre ad ottimizzare i tempi di percorrenza per chi raggiunge l'area industriale dal raccordo sud della superstrada, con svolta obbligata a destra per raggiungere Sant’Agostino zona 1 (la rotonda di via Ungaretti dista 220 metri dal raccordo, contro i 700 di quella in sperimentazione), si regolarizzerebbe il traffico su quasi tutta la via Fermi, in modo di avere ogni 350-400 metri circa una rotonda per inversione di marcia, senza attraversamenti della carreggiata, inserendo, tra le rotonde, la segnaletica orizzontale con doppia striscia continua di divieto attraversamento e, perché no, sotto il ponte alla confluenza con il raccordo, magari un cordolo spartitraffico».
Prevedendo anche degli attraversamenti pedonali protetti con dossi, secondo la Confesercenti potrebbe essere iniziata una prima fase di riqualificazione della zona di Sant’Agostino, con particolare riferimento alla zona più vicina alle mura, quasi totalmente occupata ormai da attività del terziario. (m.d.)
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