Il Tirreno

Pistoia

Nessuno ripara la frana e così salta Extrad’arte

di Elisa Valentini
Nessuno ripara la frana e così salta Extrad’arte

Annullata l’annuale kermesse degli artisti di strada che si svolge a Maresca Comune e Gaia litigano da dicembre su chi deve ripristinare via di Case alte

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MARESCA. A Maresca l’estate 2014 sarà senza il festival Extrad’arte. Quest’anno l’associazione organizzatrice ha deciso infatti di annullare la kermesse dedicata agli artisti di strada, che, divenuta ormai un appuntamento fisso, attira ogni agosto a Maresca migliaia di visitatori.

Già nel 2012 il festival aveva subito una interruzione a causa di un calo dei finanziamenti provenienti dagli sponsor. Quest’anno, tuttavia, la principale difficoltà addotta dall’associazione Extrad’arte è riconducibile alla chiusura al transito di una parte di Via Case Alte, situazione che permane dallo scorso 26 dicembre, quando una grossa frana si staccò a valle provocando il cedimento della sede stradale.

Lo smottamento, circa 20 metri di cubi di terra, costrinse il Comune ad emettere una ordinanza di chiusura del tratto compreso fra il bivio di Via Case Paradiso e quello di Via Case Marchionni. L’ipotetica chiusura della piazza e vie limitrofe, location primaria del festival, lascerebbe infatti alcune abitazioni isolate, in quanto unico percorso alternativo.

«C’è ancora incertezza sulla data di riapertura della strada di Case Alte - spiega il presidente di Extrad’arte, Manuel Ricciarelli – quest’anno inoltre, organizzare questo festival comporterebbe spese troppo ingenti per la nostra associazione. Già nel 2013 ipotizzammo di trasformare il festival in un appuntamento biennale. Quest’estate però ci sarebbe piaciuto ripeterlo per coinvolgere i tre volontari entrati da poco nella nostra associazione».

A luglio tornerà comunque la rassegna Extramangiando e per tutta l’estate il sodalizio di Maresca manterrà in funzione la struttura dello Chalet, che detiene in gestione dal Comune, con un programma di eventi che spazieranno dalle caccie al tesoro ai concerti ai laboratori per bambini ed il cui ricavato andrà a finanziare il proseguo delle attività ludico-culturali.

Quanto alla riapertura della Via case Alte, i tempi appaiono lunghi vista l’entità dello smottamento ed il conflitto di competenze in corso fra Comune e Gaia spa.

«Siamo consapevoli che la strada è divisa a metà, ma siamo anche certi di aver fatto finora tutto il possibile - spiega l’assessore ai lavori pubblici, Sonnj Paccagnini – come giunta ci siamo spesi al massimo per cercare un margine risolutivo con la Provincia. Su questo sono ottimista: la perizia geologica mostra che la strada potrebbe essere riaperta a seguito di alcuni interventi di consolidamento. Con uno sforzo del Comune ed un finanziamento della Provincia, dovremmo riuscire a coprire i primi interventi di messa in sicurezza per la riapertura a senso alternato».

Il tutto, spiega l’assessore ai lavori pubblici, «nonostante sia pacifica la correlazione fra la frana ed una perdita di acqua da un tubo rotto che per anni il gestore idrico Gaia non ha mai provveduto a riparare». Un guasto segnalato più volte dagli abitanti della zona e che, impregnando il terreno, ne avrebbe accentuato l’instabilità, sommandosi alle piogge dell’inverno.

Quando i tecnici comunali arrivarono sulla frana per il sopralluogo, la perdita d’acqua si era trasformata in una fontanella che zampillava dal terreno. «Nonostante l’evidenza – riprende Paccagnini- Gaia respingere le proprie responsabilità e si è limitata a riparare il tubo rotto. Stiamo valutando l’opportunità di aprire un contenzioso o meno. Adotteremo la soluzione che meno graverà sui cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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