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La Caripit sicura «Il futuro è nel Polo dell’Alta Toscana»
LUCCA. Quasi 900mila abitanti e un tessuto produttivo fatto di 86.800 imprese, dove lavorano 360mila persone con un'alta presenza di aziende artigiane (circa il 30%) e un valore aggiunto totale pari...
LUCCA. Quasi 900mila abitanti e un tessuto produttivo fatto di 86.800 imprese, dove lavorano 360mila persone con un'alta presenza di aziende artigiane (circa il 30%) e un valore aggiunto totale pari a 21,1 miliardi di euro.
Sono questi i numeri che presentano il Polo dell'Alta Toscana. Un'idea alla quale il presidente della Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia, Alessio Colomeiciuc, crede molto proprio per le potenzialità di rilancio che ha questo territorio: «In Toscana - dice - ora ci sono due poli dinamici che sono la città metropolitana di Firenze e l'asse dell'area tirrenica settentrionale. Io dico che c'è un terzo polo che è tutta la zona a nord dell'autostrada A11 che comprende le province di Lucca, Pistoia e Massa Carrara. Qui ci sono due città d'arte come Lucca e Pistoia, c'è il mare di Viareggio e Forte dei Marmi, ci sono colline e montagne, le terme di Montecatini e Bagni di Lucca, l'alta formazione dell'Imt, Fondazioni e istituzioni civili di primo livello. Adesso potrebbe svilupparsi un inedito impegno per potenziare questa straordinaria piattaforma produttiva e di eccellenze manifatturiere, agroalimentari, turistiche e commerciali, che può fare dell'Alta Toscana una grande area forte dell'Europa, in grado di reggere il paragone con Firenze e il Chianti da una parte e l'area tirrenico-pisana dall'altra».
È da questi presupposti che alla Fondazione Lazzareschi di Porcari si è parlato dell'elevato potenziale di crescita dell'Alta Toscana. «Una zona in cui l'industria pesa per il 29,3%, un valore più elevato rispetto al resto della regione (26,4%) - spiega Fabrizio Guelpa - È però anche un'area a forte specializzazione turistica con 2,1 milioni di arrivi nel 2012, di cui un milione provenienti dall'estero. E poi c'è una continua ricerca di nuovi mercati, quelli che cresceranno di più nel medio-lungo termine e per questo rappresentano un vantaggio acquisito in termini di buoni risultati per il futuro».
Tra gli altri dati forniti dalla ricerca del Servizio studi Intesa Sanpaolo, c'è poi l'attenzione verso le imprese che hanno adottato le cosiddette strategie "non-price", che in pratica hanno investito maggiormente nella qualità, nell'attenzione all'ambiente, nel marketing e nell'innovazione. Queste infatti hanno ottenuto risultati superiori del 10% rispetto alle altre. Un progetto al quale la Toscana dimostra di credere, come conferma l'assessore regionale alle attività produttive, Gianfranco Simoncini: «Le eccellenze del territorio possono contare sull'impegno delle istituzioni per affrontare con tutti i mezzi i temi strategici per lo sviluppo di quest'area. Per questo la giunta regionale ha deciso di anticipare 80 milioni di euro di risorse proprie sui programmi comunitari per il 2014-2020, con la precisa volontà di attivare gran parte delle risorse nei primi due anni di programmazione a supporto di quelle realtà imprenditoriali».
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