Il Tirreno

Pistoia

Il Comune cambia Basta soldi ai circoli con le slot machine

Pronto il nuovo regolamento per distribuire i contributi Norme più rigorose anche per combattere il gioco d’azzardo

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PISTOIA. Il nuovo regolamento è praticamente già pronto e presto sarà sottoposto al consiglio comunale per l’approvazione. Il Comune cambia regole per l’assegnazione dei contributi a chiese e centri sociali, soldi che vengono usati per lavori di ammodernamento e ampliamento.

Più rigore per la presentazione della domanda e la liquidazione dei contributi. Ma, soprattutto, neanche un euro a quei circoli dove siano presenti slot machine. La novità figura al paragrafo 3 dell’articolo 3 del regolamento. «Sono esclusi dal godimento del contributo – si legge – i soggetti... che abbiano installato all’interno dei propri locali apparecchi del tipo “slot machines” idonei al gioco lecito di cui all’articolo 110 comma 6 del Testo unico leggi pubblica sicurezza».

Insomma, visto che con gli strumenti dell’urbanistica, anche commerciale, il Comune ha difficoltà a porre ostacoli alla presenza del gioco d’azzardo, ecco che si cerca di contenere il fenomeno per quest’altra strada.

I soldi in questione sono quella fetta degli oneri di urbanizzazione (cioè le somme che deve pagare al Comune chi costruisce in un’area, per contribuire alla realizzazione, appunto, delle opere di urbanizzazione, vale a dire strade, parcheggi, fognature, spazi verdi e così via) che per legge l’amministrazione ogni anno deve destinare a chiese, centri sociali, attrezzature culturali e sanitarie (in base alla legge regionale 1-2005). Fissate per legge anche le percentuali del totale degli oneri da versare in questo modo: il 4,5% a chiese ed altri istituti per servizi religiosi, il 4% per centri civici e sociali, attrezzature culturali e sanitarie.

Non si tratta propriamente di spiccioli: l’ultima assegnazione, che faceva capo alle somme del 2012, valeva 135.263 euro (tra l’altro in aumento rispetto all’anno precedente, quando Palazzo di Giano distribuì 122.658 euro). Di questi, 43.716 furono destinati a circoli e associazioni, 91.547 a chiese. Ma i progetti presentati chiedevano cifre molto più alte: in tutto, 2,2 milioni di euro.

Il nuovo regolamento pone paletti più rigorosi per i tipi di lavori da finanziare. Ad esempio, sono esclusi in partenza quelli di pura manutenzione ordinaria, gli acquisti di arredi, attrezzature, macchinari, veicoli o interventi precedentemente già finanziati. Norme più puntuali anche per quei casi (non solo chiese ma anche circoli) in cui gli ambienti per cui si chiede il contributo abbiano sia funzioni sociali sia di esercizio pubblico: il contributo sarà ridotto in proporzione allo spazio destinato all’attività commerciale.

Fabio Calamati

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