Gioco
Infarto, le storie di chi l’ha superato grazie ai volontari
Il governatore Rossi alla consegna di 34 massaggiatori acquistati con i finanziamenti della Fondazione Caripit
PISTOIA. Da ieri 34 massaggiatori cardiaci automatici chiamati “Lucas” potenzieranno le capacità di intervento delle associazioni di volontariato impegnate da anni in prima fila contro la morte cardiaca. Di questi 34 indispensabili strumenti, capaci di massaggiare continuamente, 27 sono stati consegnati ieri alle varie associazioni di volontariato durante la manifestazione “ChiAma la vita” che si è tenuta all’Auditorium di via Panconi, mentre gli altri 7 massaggiatori andranno alle auto mediche ed agli ospedali.
Il progetto dei Lucas, finanziato interamente dalla Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia per un totale di 450mila euro, nasce dalla proposta di intervento del dottor Piero Paolini, responsabile 118. Con questa donazione la provincia di Pistoia fa un ulteriore balzo in avanti nella già alta qualità dei soccorsi e nella lotta alla morte cardiaca improvvisa.Nella provincia la rete capillare dei soccorsi e le dotazioni tecnologiche a disposizione (oltre 70 defibrillatori dislocati sul territorio ed ora 39 massaggiatori cardiaci) nel 2013 ha salvato 67 pazienti colpiti da arresto cardiaco improvviso e 27 di questi sono stati riportati in vita grazie all’intervento dei volontari con la defibrillazione precoce. Nella Asl 3 è pari al 32% la sopravvivenza per un arresto cardiaco, contro la media nazionale del 22%.
L’evento all’auditorium ha visto la presenza di centinaia di volontari dei soccorsi della nostra provincia, operatori del 118 e numerosi rappresentanti istituzionali e politici, tra cui il presidente della Regione Enrico Rossi. L’intero auditorium era gremito di una miriade di colori delle divise dei vari volontari: giallo, blu, verde, arancione, rosso, colori che, visti da un po’ di distanza, fanno sembrare l’enorme stanza attraversata da un bellissimo ed indimenticabile arcobaleno. Roberto Abati, direttore dell’Asl 3 di Pistoia, parla della missione di medici, infermieri e volontari, ovvero «intervenire il prima possibile sul territorio con prontezza ed efficacia. Quanto più riusciamo ad avere strutture e volontari vicini al territorio, tanto più riusciamo a salvare delle vite».
«Questa giornata ci ricollega a quella di qualche anno fa in cui, durante una campagna di lotta alla morte improvvisa, furono distribuiti 40 defibrillatori, poi divenuti 70 – commenta Ivano Paci, presidente della Fondazione Caripit – passati diversi anni abbiamo scoperto che la defibrillazione non bastava e ci voleva il massaggiatore cardiaco. Voglio sottolineare la vicinanza della nostra Fondazione alla sanità pubblica ed alla salute in generale. Siamo una fondazione a scopi molteplici, ma sanità e salute sono sempre stati i nostri obiettivi primari».
Tempestività e professionalità sono le parole chiave: per salvare vite umane è necessario agire prontamente e, dietro ad ogni chiamata di emergenza, deve esserci personale altamente qualificato. Tutti i presenti si sono alzati in piedi ed hanno applaudito a lungo quando, durante la manifestazione, è stata proiettata la fotografia di Nicola Roccella, 39 anni, medico del 118 di stanza a Montecatini, venuto a mancare tre anni fa a causa proprio di un infarto. La madre del medico, presente all’evento, ha iniziato a piangere, commossa dall’immagine del figlio. Sono seguite immagini, video e testimonianze di persone che fortunatamente si sono salvate in tempo e la dimostrazione di come funzioni un massaggiatore cardiaco testato su un manichino. All’evento hanno preso parte anche Federica Fratoni, presidente della Provincia ed Enrico Rossi, presidente della Regione. «Voglio innanzitutto ricordare – ha detto quest’ultimo – l’importanza del volontariato della nostra Regione in occasioni come l’emergenza della Costa Concordia al Giglio e nelle alluvioni di questi tempi . Sono stati distribuiti 5 milioni di euro al volontariato della Toscana da dare ai bisognosi ed ai poveri: questa è una grande rete di protezione sociale. Dobbiamo però guardare avanti per migliorare sempre di più».
Alessandra Tuci
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