Il Tirreno

Pistoia

Gli inquirenti: il fusto lì per tutti questi anni

Gli inquirenti: il fusto lì per tutti questi anni

Un nascondiglio perfetto soprattutto dopo che non fu trovato durante la perquisizione del 2010

2 MINUTI DI LETTURA





CASALGUIDI. Gli inquirenti ne sono convinti: quel bidone è rimasto sempre lì in questi ultimi anni. Era lì anche quando, una ventina di giorni dopo la scomparsa di Rosario Orefice, i tecnici della polizia scientifica di Firenze perquisirono a sorpresa per una giornata intera il capannone di Luigi Orefice, finito nel mirino della squadra mobile della questura a causa di una sparizione che non convinceva. Ma allora come mai non fu trovato? E come mai, se davvero è stato lui a nasconderlo là, Luigi Orefice ha corso il rischio di affittare per ben due volte il suo capannone a terze persone?

Il bidone da duecento litri è stato ritrovato in un punto molto particolare. Nel capannone c’è un forno per la verniciatura e l’essiccatura di parti metalliche. Fra il forno e il muro, distante circa un metro, l’apparecchiatura di aspirazione che convoglia fumi e calore vrso l’alto attraverso due grosse canne fumarie in alluminio, di quelle squadrate, di circa un metroi per un metro. Fino all’altezza di circa due metri e mezzo queste due canne salgono appaiate, attaccate tra loro, per poi dividersi: una va verso sinsitra, l’altra verso destra. Nel mezzo, a quel punto, rimarebbe un vuoto se non fosse per un particolare: una sorta di carenatura sempre di alluminio che continua ad unire le due canne fumarie e creando tra le stesse una sorta di vasca, accessibile solo dall’alto e profonda più che a sufficienza per nascondere al suo interno, appunto, un fusto da 200 litri. Chiunque guarda in sù dal livello del pavimento vede solo un grosso macchinario che pare essere un pezzo unico, e tale continua ad apparire anche se si sale su una scale fino a quando non ci si avvicina abbastanza da potersi sporgere con la testa all’interno della nicchia. Come hanno fatto i due elettricisti richiamati dal puzzo.

Chi ha messo lassù quel bidone ha senz’altro pensato che, avendo superato indenne una perquisizione di un giorno intero, a quel punto non ci sarebbe stato nascondiglio più sicuro di quello. Inutile correre il rischio di essere notati mentre lo si trasportava altrove.

E la questione affitto? Non è detto che i due artigiani che in questi anni hanno affittato il capannone avessero nella loro disponibilità anche la zona in cui si trova il forno, un macchinario molto costoso e delicato: comprensibile che il proprietario volesse preservarlo da eventuali danni. (m.d.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web