Gioco
Famiglie senz’acqua per otto guasti che nessuno ripara
AGLIANA. «Siamo rimasti praticamente senz’acqua per più di 24 ore, abbiamo la rete che si guasta di continuo e secondo Publiacqua dobbiamo ripararla noi». Denuncia così, Paolo Cecchi, la propria...
AGLIANA. «Siamo rimasti praticamente senz’acqua per più di 24 ore, abbiamo la rete che si guasta di continuo e secondo Publiacqua dobbiamo ripararla noi». Denuncia così, Paolo Cecchi, la propria situazione e quella degli altri residenti di una corte di via Provinciale a Spedalino, 14 famiglie, rimaste senz’acqua dalla mattina di mercoledì alle 12 circa di giovedì. Tutto è avvenuto in seguito alla perdita di un tubo, con i residenti che chiedono l’intervento di Publiacqua e l’azienda che sostiene di non dover riparare il guasto perché riguarda una corte privata. Si parla, prosegue Cecchi, «di 7-8 guasti, 3 solamente negli ultimi 2 anni, ma Publiacqua, dopo aver provveduto alle ultimi riparazioni non vuole più intervenire. L’aia è aperta ed anche il Comune è sempre intervenuto come avviene nelle aree pubbliche». Publiacqua spiega con una nota di non aver chiuso l’acqua, ma di avere “ridotto il flusso”. «La perdita - prosegue l’azienda - è in una corte privata e gli utenti sono stati avvisati, in più riprese, della necessità di ripararla. Il gestore non può assumere a carico della tariffa la riparazione di impianti interni». Per Publiacqua, in pratica, la perdita dovrà essere riparata dai residenti, ma fa sapere che se questo non dovesse avvenire, interverrà per risolvere il problema, rivalendosi poi sui residenti per costi sostenuti. Per Rosanna Crocini di Acqua Bene Comune «l’acqua non si toglie a prescindere perché è un diritto. In questo caso, poi, i cittadini sono in regola con il pagamento della bolletta». Della vicenda si è occupata anche l’amministrazione comunale: «ci siamo interessati - spiega l’assessore Roberta Santini - affinché Publiacqua approfondisca la questione ovunque ci siano situazioni del genere per trovare una soluzione, ma apprendo con rammarico che l’azienda non ha intenzione di venire incontro a queste esigenze. Il Comune si muoverà comunque per far modificare il regolamento». (t.a.)
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