Il Tirreno

Pistoia

Un maxi-ripetitore sul palazzo storico

Un maxi-ripetitore sul palazzo storico

L’antenna della Vodafone sul Pallavicini-Rospigliosi ha l’ok della Soprintendenza, ma Legambiente insorge

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PISTOIA. Un’imponente antenna campeggia sul tetto del palazzo Palavicini-Rospigliosi, in via del Duca, nel centro storico. Il ripetitore di telefonia mobile Vodafone, è lì da lunedì scorso ed ha fatto scattare Legambiente, con a capo Antonio Sessa. «Se si parla di pannelli solari o fotovoltaici, ci chiudono la bocca, poi mettono un’antenna su un palazzo del 1300 e nessuno dice niente», commenta lo stesso Sessa.

L’amministrazione comunale, dal canto suo, precisa che l’azienda di telefonia mobile ha chiesto al Comune un parere preventivo per la riconfigurazione dell’antenna, già esistente da circa 17 anni. Vodafone (allora Omnitel) aveva chiesto al Comune un permesso per installare una stazione radiotelefonica, sulla cui questione la Soprintendenza alle Belle arti aveva dato un parere favorevole condizionato: l’antenna doveva rimanere al di sotto della linea di colmo del tetto del Pallavicini, edificio storico tutelato dalla stessa Soprintendenza. Nel 2012 alcuni dei proprietari del palazzo avevano chiesto l’intervento del Comune perché ritenevano che l’antenna superasse il colmo del tetto, ma la Soprintendenza non aveva ravvisato elementi di difformità ed il nullaosta dunque era ancora valido. A febbraio 2014 Vodafone presentava una riconfigurazione dell’antenna, non essendo necessaria una nuova autorizzazione, visto che si tratta di una “riconfigurazione” dell’impianto, la cui verifica è di competenza dell’Arpat (Agenzia regionale protezione ambientale). Il 21 marzo 2014 Arpat ha dato un parere positivo, chiedendo però al gestore di telefonia di eseguire misure di verifica strumentale sulle emissioni elettromagnetiche, dandone comunicazione all’agenzia. Anche mosso dalla segnalazione di un cittadino che chiedeva se il nuovo impianto rispettasse le regole del vincolo paesaggistico, il Comune ha infine chiesto, ed è in attesa di un parere della Soprintendenza, che si verifichino se i parametri previsti dalla legge sulla tutela del patrimonio storico siano stati rispettati.

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