Il dolore
Troppi i dubbi su quel ritrovamento
L’avvocato Tesi: «Nel capannone del mio assistito sono andati anche col georadar e non hanno trovato niente»
PISTOIA. Alla Italverniciatura RL di Csalguidi sono andati con georadar, cani elettronici ed ogni forma di diavoleria investigativa moderna. Ma Procura e Polizia non hanno trovato mai niente, nonostante un assedio continuo al capannone dei fratelli Orefice . Perchè? Il cadavere non c’era ancora, oppure c’è stata superficialità nella ricerca del corpo.
Il quesito se lo pongono gli inquirenti che indagarono. Il quesito se lo pone, legittimamente, Guido Tesi, l’avvocato di Luigi Orefice, a processo in corte d’assise a Firenzeper l’omicidio del fratello. Un assassinio senza cadavere, visto che il fratello minore non è mai stato ritrovato. Almeno fino a l’altro ieri. E comunque sarà il dna a definire in un paio di giorni l’identità del cadavere fatto a pezzi e a cui manca la testa.
«Hanno rigirato i capannone come un calzino – ricorda l’avvocato Tesi nel suo studio pistoise di via Curtatone e Montanara – e nei giorni caldi della scomparsa del fratello Rosario erano sempre lì. In quel capannone. E non è stato, ripeto, trovato niente». Era la tarda primavera del 2010, giusto quattro anni fa, quando il fratello denunciò la scomparsa di Rosario.
Il difensore di Luigi Orefice pone il primo dubbio, sui tempi in cui è stato piazzato il bidone. Oltre a quello, naturale, se i resti del cadavere ritrovato siano veramente quelli di Rosario Orefice, come tutti immaginano in questo momento, ma senza avere quella certezza che il legale vorrebbe.
Un altro dubbio palese: da quanto quel corpo era lì sotto acido? Da 4 anni. E perchè lo si scopre solo ora, per dei banali lavori di ristrutturazione.
«E guardi, io ho visto le foto del ritrovamento. Non so se quel liquido fosse effettivamente acido o cos’altro. Anche su quello bisogna andare cauti. L’avvocato Tesi ha un altro dubbio da seminare, intanto nell’opinione pubblica. Un dubbio che hanno in molti da queste parti.
«Mi domando come poteva il mio assistito affittare o vendere il capannone sapendo che dentro c’era un cadavere . Non vorrei sbagliarmi ma il tecnico che ha trovato il bidone era stato mandato dallo stesso Luigi Orefice».
Lo scenario del ritrovamento di questi resti umani è quindi ancora nebuloso. Tanto da aprire il campo a qualsiasi ipotesi. Le informazioni date dagli inquirenti sono limitate e probabilmente (e forse necessariamente in questa fase) fuorvianti. Si vuole capire come e quando (soprattutto quando) quel corpo è finito in quel bidone sopra il forno verniciatore del vecchio capannone.
Tornando al personaggio Luigi Orefice. Ci sono casi in cui sono gli stessi assassini che inconsciamente si confessano, portando alla scoperta del delitto o del cadaverer.
«Ma vede, se così fosse andato, se il mio assistito avesse fatto di tutto, a partire dall’affitto del capannone, per farsi in qualche modo scoprire, oggi alla scoperta di quei resti potrebbe tranquillamente confessare. Raggiunto lo scopo, poteva lasciarsi andare ad una confessione in qualche modo liberatoria».
Invece?
«Invece il signor Orefice è sconvolto – spiega il legale – da quanto hanno scoperto nel capannone, attende di sapere se quei resti sono di suo fratello. E sta molto male, in un momento come questo ».
L’avvocato Tesi fa muro, non vuole che il suo assistito parli con i giornali. La posizione di Luigi Orefice è delicata.
Ieri, del resto, nessuno ha voluto parlare. Né la polizia che segue le indagini, né il sostituto pm – dottore Curreli che ha in mano il caso perchè mercoledì sera era di turno, mentre l’inchiesta sulla scomparsa di Rosario Orefice è stata condotta fino al processo dal dottor Sottosanti che proprio la settimana scorsa ha lasciato Pistoia per passare alla Procura di Prato.
Ci si domanda anche dove sia l’artigiano. Se sa che per lui potrebbero scattare le manette da un momento all’altro. Tesi non vuol dire molto. Luigi Orefice, ci conferma il difensore, si trova in zona. «No, non ha nessuna intenzione di allontanarsi da questi posti».
Non c’è pericolo di fuga, e comunque è facile immaginare che su di lui la Polizia monti una sorveglianza discreta. In attesa degli sviluppi del ritrovamento del «cadavere senza testa».
L’avvocato Tesi conferma. «Il cadavere è senza testa, diviso in vari pezzi e soprattutto il bidone è piazzato in una posizione visibile. Tutto questo aumenta le variabili di questa vicenda».
La prossima udienza del processo in Assise a Firenze è fissata per l’8 maggio. C’è da vedere cosa succederà da oggi fino ad allora .
Intanto il caso Orefice ha in qualche modo risvegliato le speranze di chi vorrebbe trocare una soluzione anche per il caso di Roberta Ragusa.
Per la donna di Pisa si sta preparando il rinvio a giudizio per il marito, anche in assenza di un cadavere-
Per Luigi Orefice, ugualmente, è scattato il processo anche senza che si sia ritrovato – vivo o morto - il fratello.
Questo fino a mercoledì pomeriggio. Da ieri l’altro in questa vicenda un cadavere è stato trovato.
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