Sicurezza
Quattro anni di (inutili) appelli in televisione
Più volte la trasmissione “Chi l’ha visto?” si è occupata del caso: tante segnalazioni ma senza seguito
SERRAVALLE. Di Rosario Orefice si è parlato molto anche in Tv. Il suo caso è stato, infatti, uno dei più discussi nella nota trasmissione di Rai Tre “Chi l’ha visto?”, probabilmente secondo solo all’altro caso, sempre toscano, di Roberta Ragusa.
La foto di Rosario è ancora nella galleria delle persone di cui si cercano notizie, pubblicata sulla pagina internet del programma televisivo. In questi quattro anni dalla sua scomparsa sono stati numerosi i servizi, anche con interviste al fratello Luigi, e gli appelli lanciati dal piccolo schermo a chiunque avesse notizie dell’uomo. Appelli a cui sono regolarmente seguite molte segnalazioni da tutta Italia, esaminate una per una dagli investigatori. Tutte, finora, si erano rivelate inattendibili.
Una delle puntate più toccanti fu quella andata in onda un paio di anni fa, il 16 aprile del 2012, due anni dopo la scomparsa di Rosario. Un servzio speciale, in occasione di quello che avrebbe dovuto essere il quarantesimo compleanno. In quella puntata i genitori di Rosario, Paolo e Gaetana Orefice, dalla loro abitazione nel Casertano, lanciarono l’ennesimo appello, sperando che loro figlio potesse ascoltarli, accompagnandolo agli auguri per i 40 anni. «Sei sempre nei nostri cuori e nei nostri pensieri – era stato l’appello dei genitori – facci anche solo una telefonata per farci sapere se stai bene. Ti vogliamo un bene immenso». Un appello, però, rimasto senza risposta.
Sul sito di “Chi l’ha visto?”gli ultimi aggiornamenti sul caso, che riportano la data di ieri: «Resti umani parzialmente sciolti nell'acido e in avanzato stato di decomposizione sono stati ritrovati ieri (mercoledì ndr) all'interno di un capannone a Casalguidi, nel comune di Serravalle Pistoiese, che risulta di proprietà Luigi Orefice. Manca ancora una conferma ufficiale sull’identità dei resti ritrovati. “Il mio cliente è molto provato da questa cosa, alla quale però si ritiene estraneo e continua a proclamarsi innocente”, ha dichiarato l'avvocato Guido Tesi, difensore di Luigi Orefice».
Sopra la descrizione dello scomparso, la stessa che da 4 anni campeggia inutilmente sul sito: corporatura robusta, statura 1,80, occhi azzurri e capelli neri. Al momento della scomparsa indossava un giubbotto blu e bianco, una maglia blu, jeans chiari e scarpe marca Puma, e una catenina con una piccola croce d’oro.
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