Il Tirreno

Pistoia

Cacciatori fuorilegge beccati e denunciati dal Corpo Forestale

Aglianese e quarratino senza porto d’armi né tesserino Sequestrati fucili, munizioni, trappole e due uccelli protetti

2 MINUTI DI LETTURA





AGLIANA. Cacciavano, e l’attività era evidente vista la quantità e tipologia del materiale sequestrato, ma senza avere il porto d’armi. Così la Forestale ha denunciato due cacciatori residenti nella piana pistoiese, uno a Quarrata e l’altro ad Agliana.

Le contestazioni hanno riguardato l'esercizio di caccia senza porto d'armi, nel primo caso, e la detenzione di specie protette (2 tortore dal collare) nonché l'utilizzo di trappole per catturare gli uccelli, nel secondo.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati un fucile calibro 12, 3 cartucce, le trappole per la cattura di uccelli e i due esemplari di tortora dal collare vivi.

Ai due cacciatori sono state inoltre contestate sanzioni amministrative, per complessivi 2.500 euro, per l'esercizio di caccia senza licenza di porto di fucile, la mancanza di polizza assicurativa e del tesserino venatorio regionale, l'omesso pagamento dell'Atc - l’Ambito territoriale di caccia che fa capo alla Provincia - e delle tasse di concessione governativa e regionale, per le quali è previsto anche il recupero delle tasse evase, per un importo di l.800 euro. Insomma, un bel po’ di violazioni.

L’operazione è avvenuta a seguito dell'intensificazione dei controlli in materia venatoria e di fauna protetta ad opera del personale del Corpo forestale dello Stato, in particolare del Comando stazione di Pistoia che ha sede in piazza del Carmine.

Terminate le operazioni di verifica sono state sottoposte a sequestro penale probatorio l'arma utilizzata, un fucile calibro 12, n. 3 cartucce, le trappole per cattura uccelli e i due esemplari di tortora dal collare vivi.

Il cacciatore sprovvisto di porto d'armi, ma senza precedenti penali, dopo aver preso contatto con il magistrato di turno, è stato deferito all'autorità giudiziaria di Pistoia per porto abusivo d'arma, fattispecie per la quale è previsto l'arresto facoltativo.

Gli interventi sopra descritti si inseriscono nell'ambito dei servizi di controllo del territorio, predisposti del Corpo forestale dello Stato, finalizzati alla prevenzione e alla repressione dei reati venatori, con particolare attenzione anche al fenomeno dell'uccisione di fauna protetta e del bracconaggio.

Non è stata questa la violazione contestata, che si configurerebbe come reato penale, ma è evidente che le forme abusive e irregolari di caccia, in barba a tutte le norme amministrative previste dai regolamenti, si prestano più facilmente a sconfinare nel vero e proprio bracconaggio, ovvero la caccia di specie protette e proibite.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa