Sicurezza
Rivolta contro il distributore in costruzione al PalaCarrara
Il nuovo distributore della Tamoil sta sorgendo accanto all’impianto di via Fermi. Il Comune: atto dovuto, ma riqualificheremo l’area
PISTOIA. Può una pompa di benzina far discutere una città intera? E' il caso dell’apertura oramai prossima (i lavori sono nel vivo con ruspe all’opera) di un distributore di benzina Tamoil del gruppo Sirtam a pochi centimetri, è il caso di dirlo, dal PalaCarrara, nel terreno adiacente alla curva Pistoia ed alla biglietteria del palasport. Prima gli attacchi dei tifosi biancorossi su Facebook, con qualcuno che ha persino scritto sulla bacheca del sindaco Bertinelli, poi c’è chi ha addirittura lanciato una petizione on-line per chiedere al primo cittadino di rivalutare l’operazione (cosa impossibile) fino ad arrivare alla risposta di palazzo di Giano per spiegare quel che sta succedendo.
Ma andiamo per gradi. Già da qualche settimana si rumoreggiava di un nuovo insediamento accanto al PalaCarrara: tutti pensavano a qualcosa di funzionale al palasport ed invece è venuta fuori la notizia dell’apertura di un nuovo distributore Tamoil (il terzo in un raggio in linea d’aria di 500 metri). Così su Facebook i tifosi biancorossi si sono scatenati parlando di “scelta inappropriata” e chiedendo spiegazioni a chi di dovere. E, puntuali, sono arrivate le precisazioni da parte dell’amministrazione comunale. «Tale area – si legge nella nota del Comune – è destinata a distributore di carburanti sin dal 1997 e fu venduta dal Comune alla società “Agip petroli spa” nel 1999: in seguito ha ceduto l’area alla società Sirtam che ha avuto il permesso di costruire il 17 dicembre 2013. Era, dunque, questo un atto dovuto vista la conformità del progetto alla ultradecennale previsione urbanistica.
L’intervento, che il Comune non avrebbe potuto impedire, non è di ostacolo all’obiettivo al quale si sta lavorando da mesi: la riqualificazione dell’area del PalaCararra. Si ritiene che il palasport costituisca l’elemento fondamentale intorno al quale potrà essere realizzato un nuovo sistema di funzioni pubbliche che abbia nello sport il proprio centro di gravità per consentire un incremento di dotazioni a verde e parcheggi per i cittadini». C’è quindi la volontà di attuare un profondo restyling nella zona che farà senz’altro piacere a tutti quelli che, ieri, hanno manifestato sui social network le proprie perplessità all’operazione del distributore. E c’è chi ha persino scritto una petizione sul sito activism.com. «Vogliamo manifestare – dice il punto chiave della petizione – la nostra contrarietà e chiedere al Comune di tornare sui propri passi e destinare quella zona ad usi sportivi, anche non necessariamente inerenti il basket».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
