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Pistoia

comitato all’attacco

Porrettana, dopo la frana il nulla

Regione e Ferrovie sott’accusa: «Tre mesi di promesse fumose»

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PRACCHIA. Ripensandoci a mente fredda e con ancora nelle orecchie le risposte avute domenica all’assemblea pubblica a Pracchia, il comitato “Viva la Porrettana Viva” rincara la dose scagliandosi soprattutto contro i politici. A loro modo di vedere, infatti, di risposte concrete in questi mesi, ne sono quasi passati tre, dalla frana di Corbezzi che ha interrotto il trasporto ferroviario lungo la linea Porrettana non ce ne sono state e adesso il comitato, con il consenso dei pendolari e dei cittadini della montagna, si sente pronto anche ad azioni eclatanti come quella di mandare una delegazione a Roma per provare a parlare con il governo. «Gli esponenti politici da noi invitati a Pracchia - dice Paolo Brunetti, presidente del comitato “Viva la Porrettana Viva” - nonostante avessimo spiegato che l’interruzione della ferrovia Porrettana a tempo indeterminato distrugge ogni speranza di rilancio della stessa e di tutta l’area dell’appennino Tosco-Emiliano, si sono comportati come sempre nel corso di questi tre anni: parole e promesse fumose. Rileviamo, infatti, tre fatti certi ed evidenti: Rfi e Trenitalia si comportano da veri padroni della ferrovia facendoci credere che per ripristinare uno smottamento ci vuole un anno ed anche più; la politica, ed in particolare il governatore Enrico Rossi, o è complice di questa situazione oppure non ha gli strumenti per affrontarla; più si allungano i tempi di ripristino e più Regione, RFI e Trenitalia risparmiano». Da qui la richiesta finale: chiedere un incontro al governo. (s.m.)

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