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Pistoia

Appello alle banche: a O.t.c. servono liquidi

Appello alle banche: a O.t.c. servono liquidi

A rischio 50 posti di lavoro nell’azienda di porte, anche per crediti non riscossi, si muove la Provincia

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PISTOIA. Si è tenuta ieri mattina, mercoledì 26, presso la sede di piazza S. Leone, l’unità di crisi sulla situazione dell’azienda O.t.c. Doors srl, con sedi a Pistoia e Serravalle Pistoiese. Una società che ha fatto la storia dell’imprenditoria pistoiese, celebre per la costruzione di ogni genere di porte.

All’incontro di ieri erano presenti l’assessore allo sviluppo economico della Provincia, Paolo Magnanensi, i rappresentanti dei Comuni di Pistoia, assessore Tina Nuti, e di Serravalle Pistoiese, assessore Daniele Fedi, il titolare dell’azienda, insieme al consulente aziendale, e i rappresentanti di CNA Pistoia e delle sigle sindacali di CGIL e UIL.

L’azienda sta affrontando un momento di crisi – si legge nel comunicato ufficiale – dovuto al calo di fatturato e ai crediti non riscossi, e sta mettendo in atto un piano di ristrutturazione aziendale per il rilancio. Oggetto del tavolo di crisi sono state la difficoltà di accesso al credito e il progetto di risanamento che vedrà coinvolti i cinquanta lavoratori dell’azienda (che attualmente continuano a lavorare grazie a un contratto di solidarietà). L’impegno assunto da tutti i soggetti al tavolo, su proposta dell’assessore Magnanensi, è stato quello di promuovere un’azione concertata rivolta agli istituti di credito del territorio, per sollecitare un loro coinvolgimento e, attraverso l’erogazione di un credito non elevato, permettere all’azienda di ripartire.

«Si tratta di un’ azienda storica pistoiese, con un prodotto di qualità, un importante know-how e buone prospettive sul mercato estero, supportati da un ferma volontà imprenditoriale di rilancio – ha commentato l’assessore Paolo Magnanensi – per questo, i soggetti del tavolo, istituzioni, associazione di categoria e sindacati, hanno convenuto di interessare direttamente le banche, affinchè si possa evitare sul territorio un’ ulteriore perdita di redditi e di posti di lavoro».

Una vicenda molto significativa, perchè tocca agli enti pubblici andare a bussare alle banche, visto che hanno chiuso i rubinetti a questa famosa azienda.

Ma un’operazione del genere non dovrebbe essere fatta per tutte le aziende che hanno difficoltà di liquidità? Ripetiamo una vicenda che potrebbe insegnare tutto a tutti.

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