Valda, maglificio al capolinea da aprile a casa 17 lavoratori
Tra pochi giorni, dopo una lunga cassa integrazione, la storica azienda tessile di Agliana chiuderà i battenti
AGLIANA. Tra cinque giorni lo storico maglificio Valda chiuderà i battenti. Sono 17 i dipendenti in mobilità, al termine di un’agonia che ormai andava avanti da qualche anno.
A fondare il maglificio, nel 1957, appena diciottenne, fu Valda Barontini. Un’impresa di famiglia quella del maglificio Valda di Agliana, durata per quasi sessant’anni e arrivata, oggi, al capolinea. Nel febbraio 2012 Fiorello Nesti, marito di Valda e, con lei, alla guida dell’attività, annunciò la messa in liquidazione dell’azienda, dopo varie stagioni di cassa integrazione e vani tentativi di rilancio. Sulla Nuova Pratese, da tempo, sorge un gigante assopito, destinato soltanto alla polvere. Il caso è stato trattato «da manuale», come disse due anni fa Michele Gargini, segretario Filctem Cgil. Ovvero: è stato fatto il possibile per tentare di rilanciare l’azienda, ma senza ottenere risultato. Nessuna possibilità di reimpiegare il personale attraverso qualcuno che rilevi l’attività.
E così con il 31 marzo il bandone andrà giù definitivamente su Valda. I dipendenti vengono da un lungo periodo di cassa integrazione. L’ultima, quella in deroga, è stata pagata fino a settembre. Poi, per mancanza di stanziamenti statali, il personale del maglificio non ha più visto un soldo.
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