Lotti, ora s’indaga anche sui medici
Delitto nella casa famiglia, perizia psichiatrica su Gianluca Lotti: il gip vuole sapere se qualcuno sbagliò a liberarlo
PISTOIA. Era da considerare già socialmente pericoloso quando ha massacrato a colpi d’accetta il suo compagno di stanza? E, soprattutto, in tal caso, quali avrebbero dovuto essere le misure più adeguate per far fronte a tale pericolosità?
Due quesiti che, di fatto, nell’ambito della perizia disposta ieri mattina dal gip del tribunale, mirano a stabilire anche se qualcuno, tra coloro che ne avevano il compito, abbia o meno sottovalutato le condizioni di salute mentale di Gianluca Lotti, il pluriomicida in carcere dallo scorso 17 gennaio scorso per aver assassinato un altro ospite della casa famiglia di Massa e Cozzile in cui, dall’ottobre precedente, si trovava, sottoposto unicamente agli obblighi della libertà vigilata dopo 16 anni passati tra carcere, manicomio criminale e strutture protette.
Il giudice delle indagini preliminari Alessandro Buzzegoli, nell’ambito dell’incidente probatorio richiesto dal pm Luigi Boccia, ha affidato l’incarico di eseguire una perizia psichiatrica sul 38enne assassino pistoiese al professor Rolando Paterniti, primario di neuropsichiatria forense all’azienda universitaria fiorentina di Careggi. Sessanta i giorni di tempo che il perito si è preso per rispondere ai quesiti posti dal gip: “accerti il perito se Gialcuva Lotti, al momento in cui ha commesso il fatto fosse persona capace di intendere e di volere, se lo stesso sia attualmente in grado di partecipare al processo e, infine, se sia persona socialmente pericolosa, in particolare se detta pericolosità (e se sì, in quale misura o grado) sussistesse anche al momento del fatto e quali erano e/o sono le misure più adeguate per contenerla”.
Dopo la confessione resa poche ore dopo l'arresto, Lotti, che nel 1998 aveva già massacrato a colpi di spranga la fidanzata Silvia Gianni, aveva risposto anche alle domande del gip, nel corso dell'interrogatorio di garanzia. L'uomo è accusato di omicidio premeditato aggravato dai futili motivi: non sopportava il fatto che il suo compagno di stanza gli desse degli ordini e, per questo, a suo dire, già da giorni aveva deciso di ucciderlo.
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