Toscana
Giusti, sì al salvataggio I lavori possono ripartire
Disco verde dei giudici civili per il consolidamento di circa 70 milioni di debiti e l’immissione nelle casse dell’azienda edile di 40 milioni. Cambiato il Cda
PISTOIA. La sospirata “omologa” è finalmente arrivata: la Giusti per l’edilizia è ufficialmente salva dal fallimento. I giudici civili di Pistoia (presidente Raffaele D’Amora, nel collegio Rosa Selvarolo e Daniela Garufi) hanno alzato disco verde all’accordo, il più grande del genere mai fatto a Pistoia, che consentirà di consolidare circa 70 milioni di debiti e pompare nuove risorse (40 milioni circa) nelle casse della grande azienda edile.
Da un anno i cantieri della Giusti erano paralizzati dalla carenza di risorse liquide, primo tra tutti il grande scavo dell’area ex Breda, a due passi dal centro. Ora il ponte di comando dell’azienda di via Gora e Barbatole si prevede di far ripartire le ruspe entro la fine del prossimo mese di aprile. Per febbraio-marzo del 2015 dovrebbero essere pronti il grande albergo a 4 stelle (100 camere circa) già affidato alla Hilton e il maxi-parcheggio sotterraneo da 800 posti, sopra il quale si potranno quindi iniziare a costruire uffici, negozi e alloggi, come previsto dal piano di recupero dell’area ex Breda.
L’accordo tra l’azienda e le banche coinvolte (18 in tutto, tra cui l’Iccrea, cioè l’Istituto centrale delle banche di credito cooperativo, la Caripit, il Monte dei Paschi, Unicredit, Bnl, Banca Intesa e altri istituti minori) era stato siglato nella notte del 30 gennaio scorso, dopo un intero pomeriggio di trattative al Palazzo dei vescovi.
E ora cosa succede? Il fulco del piano industriale (durata 5 anni) collegato all’accordo di ristrutturazione del debito è la ripresa del lavoro ai due grandi cantieri dell’ex Breda. Per ripartire liquidando contemporaneamente i fornitori le banche metteranno a disposizione 25 milioni freschi. Altri 5 milioni serviranno a disincagliare l’altro grande cantiere aperto rimasto fermo in questi mesi, quello a Pontedera (un grande capannone per il quale la Giusti deve ancora trovare una destinazione). I proventi di queste due operazioni, e di quelle che seguiranno a ruota, sono ovviamente destinati innanzitutto a rifondere i debitori che hanno accettato di stringere i denti. Nel giro di tre anni, comunque, la Giusti dovrebbe tornare nelle condizioni di camminare con i propri piedi.
Ieri sera, intanto, l’azienda ha cambiato struttura di vertice. A Giancarlo Giusti, che rimane presidente e amministratore delegato, si affianca un consiglio di amministrazione in cui figurano Marco Pieracci, Andrea Bongi, Paolo Salvadori (tutti professionisti che lavorano per la Giusti) e Alessandra Innocenti, moglie di Renzo Giusti, fratello di Giancarlo, da sempre al suo fianco nelle imprese di famiglia.
Insieme alla Giusti per l’edilizia tira un sospiro di sollievo l’intera città. La prospettiva, in caso di fallimento, infatti, sarebbe stato il permanere per anni del gigantesco cratere a cielo aperto dell’ex Breda, una ferita che avrebbe sfigurato l’intera città. Non a caso lo stesso sindaco Samuele Bertinelli, in più occasioni, aveva manifestato a tutte le parti in causa la necessità che l’operazione si concludesse in senso positivo.
Ora, invece, l’intero sistema dell’edilizia cittadina si potrà giovare della ripresa dei lavori all’ex Breda. Dalla Giusti fanno sapere che il completamento dell’albergo e del maxi parcheggio rovesceranno sull’economia provinciale una cifra che si aggira sul milione al mese tra stipendi e forniture.
Nei due cantieri lavoreranno non meno di un centinaio di persone, che diventano molte di più se si calcola anche l’indotto.
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