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Pistoia

Ferrovia Porrettana la gente contesta i politici

Ferrovia Porrettana la gente contesta i politici

Criticati i tempi troppo lunghi (giugno) per definire il progetto di intervento sulla frana «Fate solo passerelle elettorali»

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PORRETTA. Un' affollatissima assemblea di oltre 200 persone si è tenuta sabato sera a Pracchia per discutere della sospensione del servizio ferroviario Porretta-Pistoia, causato da una frana, ma anche dei tempi necessari al ripristino e di come migliorare il servizio sostitutivo. Un confronto lungo e appassionato, dal quale è apparso chiaro che la gente che vive in montagna esige dalla politica risposte chiare, ma che sabato sera queste non sono venute. Il culmine della contestazione è stato toccato quando l’onorevole pd Caterina Bini è stata contestata ed ha dovuto parlare fra un generale rumoreggiare dei presenti, che rendeva praticamente impossibile capire le sue parole.

L'assemblea, organizzata dal comitato Viva la Porrettana viva, è stata introdotta da Giancarlo Capecchi della Pro loco. È toccato poi a Samuele Pesce, di Legambiente, riassumere in una serie di slide la situazione della ferrovia Porrettana dal 2011 ad oggi. Ventuno sono stati gli interventi da parte di parlamentari, esponenti regionali, sindaci, amministratori provinciali e comunali nonché di rappresentanti di associazioni ambientaliste, Pro loco e di semplici cittadini. Il consigliere regionale Gianfranco Venturi ha anche dato delle scadenze entro le quali l'impasse dovuto alla frana sulla ferrovia potrebbe risolversi. «Con oggi sono conclusi i lavori di indagine – ha detto – entro il 10 aprile ci sarà la valutazione dell'indagine ed entro il 15 giugno si potrà procedere col progetto definitivo».

Molti si sono detti però perplessi per la data del 15 giugno. Dopo – si è detto – ci sono un paio di mesi di ferie e le cose possono tardare a procedere, perché arriverà l'inverno e si rischia di arrivare al 2015 con la ferrovia non riattivata. Il che costringerebbe tanti ad organizzarsi diversamente e a chiudere la ferrovia nel ripostiglio.

A movimentare ulteriormente il dibattito ci ha pensato Paolo Brunetti, dichiarando il sospetto che i politici facessero solo delle passerelle elettorali in vista delle Europee e accusandoli direttamente di aver cessato qualunque servizio pubblico. «Dai vostri interventi sembra che voi non ci entriate in tutto questo degrado, ma dite chi ha tagliato tutti i servizi qui in montagna? Non siete forse voi?».

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