Sicurezza
Sel scarica il candidato sindaco Pd
Alle amministrative correrà con una sua lista «aperta alle persone democratiche»
AGLIANA. Sel scarica il candidato sindaco del Pd Giacomo Mangoni e si prepara alla sfida elettorale con una lista di sinistra e centrosinistra «aperta a tutte le persone democratiche», senza simbolo.
Troppo grande la rottura col trentenne renziano che il 9 marzo scorso ha vinto le primarie contro l’attuale primo cittadino, Eleanna Ciampolini. Sembra che anche gli altri partiti della coalizione di centrosinistra – Rifondazione, Socialisti, Repubblicani – si stiano preparando a dare il benservito a Mangoni, ma la notizia non è ufficiale.
La frattura è profonda e si è aperta su temi portanti come l’inceneritore e la ripubblicizzazione della gestione dei servizi idrici, ma anche – si legge nella nota diffusa da Sel - su un certo modo «demagogico» di fare politica di Mangoni, «fatto di spot, titoli generici, promesse a vanvera (ad esempio l’illusione di poter incrementare il turismo ad Agliana) e persino “illegali” (le leggi, sottolineano dal gruppo, non consentono di fare bandi di appalto a “chilometri zero”)».
Le ragioni del “divorzio” sono state presentate ieri da Alberto Guercini, di Sel Agliana. Il partito, lo ricordiamo, fa parte, con l’assessore Fabrizio Magazzini, della coalizione al governo negli ultimi 5 anni. Alle primarie aveva sostenuto Eleanna Ciampolini, con l’obiettivo, una volta eletto il candidato sindaco, di arrivare a una condivisione programmatica. Prima del 9 marzo, spiega Guercini, tutto ciò che ha saputo portare Mangoni è stato «un programma di una paginetta e mezzo».
Dopo vari incontri, alcuni anche fiume ma senza mai giungere a niente, Sinistra ecologia libertà ha deciso di scaricare il candidato renziano, «sostenuto – continua la nota – da personaggi politici come Federica Fratoni, Paolo Magnanensi, Marcello Tesi e altri che difendono l’attuale gestione publi-privata di Publiacqua spa»: un appoggio ritenuto «preoccupante» da Sel.
Distanza sulle «dichiarazioni arroganti e offensive fatte da Mangoni verso chi ha governato Agliana dal 2009 ad oggi» e rottura irreparabile anche sull’inceneritore di Montale. Il gruppo, così come voleva anche la stessa Ciampolini, nel programma ha la chiusura dell’impianto nel 2018,2019. Nel caso in cui, invece, l’indagine epidemiologica in corso sulle popolazioni di Montale e Agliana dovesse evidenziare un’incidenza significativa di tumori tra i residenti vicini all’impianto, Sel parla di stop ai forni nel giro di qualche mese.
«Mangoni – spiega Guercini – ha evidenziato la sua condivisione del Piano interprovinciale dei rifiuti che, con il pieno consenso di alcuni suoi sostenitori, come Magnanensi, prevede l’ampliamento dell’inceneritore di Montale. Ha poi proposto un generico impegno per la dismissione dell’impianto alla scadenza del mutuo ottenuto dal Cis, intorno al 2022». «Non è eticamente condivisibile – si legge infine nella nota di Sel – l’illusione di poter trovare risorse finanziarie per Agliana perché “lui è con Renzi”, facendo pensare che si ottengono se si è nel giro degli “amici degli amici”».
La delineazione della lista senza simbolo è in corso. Giovedì ci sarà un incontro alle 21 nella saletta Laura Conti (ex Coop). (b.f.)
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