Sicurezza
Il Pd: «Breda da radicare in Italia»
Applausi per il viceministro De Vincenti, ma si torna a chiedere il tavolo a Roma
PISTOIA. «Le dichiarazioni del viceministro allo sviluppo economico, Claudio De Vincenti, ci fanno ben sperare». Così il Pd pistoiese, riguardo alle prospettive di AnsaldoBreda, in una nota firmata dal segretario provinciale Marco Niccolai, da quello comunale Alessandro Giovannelli e dal segretario del circolo Pd di AnsaldoBreda Enrico Baldi. Al centro della riflessione del Pd non è tanto il “via libera” del governo (ministri Guidi e Padoan) alla cessione dell’azienda ferroviaria pistoiese-napoletana da parte di Finmeccanica (la scelta sembra ormai metabolizzata) quanto piuttosto la porta aperta che governo e Finmeccanica hanno lasciato ad una soluzione tutta nazionale, con la possibile partecipazione di Fincantieri nella nascita di un possibile polo italiano dei trasporti. «De Vincenti - si legge nel documento - sottolinea infatti la volontà - per noi irrinunciabile - di seguire la strada dello sviluppo del settore del materiale ferroviario, valorizzando i centri di eccellenza e le competenze presenti sul territorio nazionale, puntando a mantenere il radicamento italiano di Ansaldo Sts e AnsaldoBreda».
Il Pd si dice invece preoccupato dalla «sorta di spezzatino» rappresentato dall’ipotesi, più volte tratteggiata da Finmeccanica, di dividere AnsaldoBreda in una bad company (destinata alla liquidazione) e una newco (da mettere sul mercato). «Su questo e sulle prospettive dell'azienda – conclude la nota – auspichiamo che le nostre istituzioni locali, assieme alle organizzazioni sindacali, abbiano per davvero la possibilità di confrontarsi al tavolo nazionale istituito presso il Ministero dello sviluppo economico».
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