Sicurezza
Ballini troppo cari? Pronti a rifarlo
Il sindaco Mazzanti difende la scelta: «La priorità era proteggere le case»
QUARRATA. Ballini di sabbia pagati 2 euro e 50 l’uno perché comprati durante l’emergenza alluvione, contro un costo che a cose normali non supererebbe i 65 centesimi. Il caso è stato sollevato da Alessandro Cialdi, capogruppo d’opposizione di Insieme per Quarrata, durante il consiglio comunale di lunedì sera e riportato dal Tirreno giovedì scorso.
Una spesa complessiva di 7.500 euro che trascina dietro sé molte critiche sulle scelte dell’amministrazione quarratina. Il sindaco Marco Mazzanti però parla di «polemiche pretestuose e strumentali» e difende l’operato del Comune durante le ultime emergenze maltempo, affrontate nel Quarratino il 30 gennaio e il 10 febbraio scorsi. Le denunce sul “caro ballini”, acquistate dalla cooperativa locale “Sett”, sono arrivate anche dal comitato No Tares attraverso la voce del presidente Marco Monaco, che oltre a parlare di «scandalo dei sacchetti pagati a peso d’oro» sottolinea anche che l’acquisto è stato fatto «da una società di un consigliere comunale».
Mazzanti adesso interviene sull’intera vicenda e precisa, per prima cosa, che «il consigliere in questione «è un dipendente e non il titolare dell’azienda». A Quarrata – dice il sindaco – si sta creando un clima pericoloso». Il primo cittadino difende le scelte fatte sui ballini di sabbia. «Ne avevamo predisposti 3mila attraverso il lavoro dei nostri 4 dipendenti comunali ma non sono bastati, ne abbiamo dovuti comprare altrettanti. Non si può, nelle ristrettezze di personale in cui ci troviamo, mettere questi dipendenti a insacchettare sabbia per 15 giorni. I sacchi – spiega, inoltre – da normativa sono biodegradabili. Quindi farne molti significa buttarli nel giro di un mese, se tenuti fuori, sotto il sole, visto che non abbiamo nemmeno uno spazio adeguato in magazzino per stoccare grandi quantità. Impossibile – continua – prevedere prima di quante migliaia di ballini avremo bisogno».
I 3mila sacchi che mancavano all’appello, quelli acquistati «a peso d’oro», sono stati comprati da quella che Mazzanti indica come «l’unica ditta in zona che fornisce tali materiali», la “Sett”. «La priorità nell’emergenza è portare i ballini alle famiglie nel giro di poche decine di minuti e non possiamo certo andarli a comprare a Lucca o a Pisa. Si fa polemica per 7.500 euro spesi per proteggere le case dall’acqua: se ce ne fosse stato bisogno ne avrei spesi 20mila».
Il sindaco non parla di inversioni di marcia sulla linea finora tenuta.
«Per noi 3mila sacchi (fatti dai dipendenti comunali, ndr) erano più che sufficienti». La gran parte di quelli distribuiti, spiega inoltre il sindaco, vengono tenuti dalle famiglie anche dopo l’allerta. La fetta che il Comune ritira lungo le strade, viene invece stoccata in magazzino. «Tutti quelli che parlano e che avrebbero fatto in modo diverso – dice Mazzanti – non li ho mai visti a girare tra la gente nei giorni di emergenza».
Beatrice Faragli
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