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Pistoia

Senza i rifiuti speciali persi 3 milioni di euro in 2 anni

Senza i rifiuti speciali persi 3 milioni di euro in 2 anni

Alfio Fedi, presidente di PistoiAmbiente, si appella al governatore Rossi e trova l’appoggio del sindaco Mungai: «Non c’è inquinamento intorno alla discarica»

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CASALGUIDI. «Nessuna alterazione ambientale» dovuta alla discarica del Cassero per le aree vicine all’impianto serravallino. Lo dice il sindaco Patrizio Mungai in seguito al monitoraggio su acqua, aria e licheni condotta nel periodo 2012, 2013 dall’Istituto di geoscienze e georisorse del Cnr di Pisa e dall’Università di Siena. I dati emersi dall’indagine, commissionata dal gestore Pistoiambiente, saranno trasmessi alla Provincia di Pistoia, Asl e Arpat.

La relazione è stata presentata ieri all’interno della discarica. All’incontro era stata invitata anche l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini, ma alla fine ha dato forfait per un impegno a Roma. Sarebbe stata la ghiotta e attesa occasione per il presidente di Pistoiambiente, Alfio Fedi, di chiedere nuovamente alla Regione, così come aveva già fatto il 14 febbraio scorso, durante la visita del governatore Enrico Rossi, di riappropriarsi della gestione autorizzativa (l’Aia per i grandi impianti) ora affidata alla Provincia e arrivare a una soluzione veloce sui mancati conferimenti in discarica di certi tipi di rifiuti pericolosi con contenuto organico. Per la società si tratta di una perdita da 3 milioni di euro in due anni, a fronte di un fatturato annuo che si aggira attorno ai 10milioni di euro. Rossi, in quell’occasione, ha dato rassicurazioni importanti: «Vediamo – ha detto a febbraio- se entro marzo verrà approvata la legge nazionale che prevede l'abolizione delle Province e se quindi potremo riappropriarci delle competenze che, sbagliando, abbiamo delegato loro. Altrimenti dovremo procedere con una legge regionale, ma non sarà facile arrivare alla sua approvazione». I materiali in questione sono stati portati al Cassero fino all’entrata in vigore, nel 2010, della nuova normativa europea. Sulle “deroghe” chieste dalla società all’ente provinciale proprio in seguito alla novità normativa, e non ancora ottenute, Pistoiambiente ha portato la Provincia e il Comune davanti al Tar. Il procedimento è pendente al Tribunale amministrativo del Lazio, ma il gestore della discarica ha chiesto di rinviare l’udienza fissata per l’8 maggio in seguito alla ritrovata sintonia con gli amministratori pistoiesi e all’avvio della valutazione di impatto ambientale per ottenere le deroghe e tornare a smaltire quel «35% di rifiuti speciali» che arrivavano dalle aziende toscane: adesso dirottate fuori regione, con aumenti significativi dei costi dovuti ai trasporti.

Federica Fratoni, presidente della Provincia, nell’incertezza totale sul futuro dell’ente, chiede chiarezza alla Regione sul fronte ambiente: «Se vorrà riaccentrare le procedure autorizzative – dice – non lo riterrò un fatto in sé negativo». «Per noi – spiega Mungai – il problema esiste solo se legato alle criticità ambientali. Gli ultimi studi però dimostrano che non ci sono alterazioni». Il Comune, lo ricordiamo, prende ogni anno un contributo pari al 7,5% del fatturato di Pistoiambiente per la presenza della discarica sul territorio. L’impianto resterà in funzione per i prossimi 15 anni. Nello studio citato dal sindaco, si legge anche che «le caratteristiche del fosso del Cassero sono fortemente influenzate da quelle delle acque di scarico del sistema di trattamento del percolato (derivante dalla decomposizione dei rifiuti, ndr)», anche se i livelli di inquinanti esaminati sono inferiori a quelli consentiti persino per le acque potabili e viene esclusa la contaminazione delle acque sotterranee da parte di percolati. «Sempre al di sotto di limiti di soglia è la percezione dei cattivi odori». «La presenza della discarica – si legge infine nel rapporto del Cnr – non comporta particolari criticità per la qualità dell’aria».

Beatrice Faragli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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