La manifestazione
Comune, zero Tasi per 11.000 alloggi
Esenzione totale per le residenze più modeste, le altre pagano con l’aliquota minima. Cresce l’Imu sulle seconde abitazioni
PISTOIA. È forse la novità attesa con più preoccupazione dai contribuenti pistoiesi: la nuova Tasi, cioè la tassa che di fatto prende il posto della vecchia Imu (che peraltro rimane sulle seconde case e gli altri immobili). Qui la scelta - chiave della giunta Bertinelli è stata quella di non toccare le aliquote, che quindi rimangono al 2,5 per mille. Il governo aveva concesso di alzarle per finanziare eventuali detrazioni (che la Tasi, a differenza dell’Imu, non ha), ma Palazzo di Giano ha preferito una scelta più netta: non una detrazione basata sul valore catastale (fonte di probabili sperequazioni, essendo il catasto tutt’altro che aggiornato) ma l’esenzione tout court per le case popolari e ultrapopolari ( classi catastali A3 e A4, che è come dire 11.000 case su 40.000) e per gli affittuari. Gli altri pagheranno sulla base dell’aliquota del 2,5 per mille, che si traduce in un versamento più alto (vedi tabella) di 126 euro (rispetto all’Imu 2012) per chi ha una prima casa con rendita di 300 euro; e poi giù giù, a scendere (paradossalmente) via via che cresce il valore catastale dell’immobile. Effetto perverso, questo, del non aver previsto – nella legge – una detrazione uguale per tutti come era quella dell’Imu, che valeva 200 euro. Addirittura un villino A7 con rendita di 1.200 euro pagherà di Tasi la metà dell’Imu 2012.
Per l’Imu le seconde case e gli altri immobili dovranno sopportare la tariffa massima. Ma per i terreni agricoli andrà ancora bene rispetto al 2012, perché godranno della riduzione del coefficiente per la determinazione della rendita. Graziato anche chi dà in affitto la seconda casa con canone calmierato (aliquota giù da 0,86 a 0,76).
Infine la Tari, anche qui una nuova sigla che rimpiazza, in sostanza, la Tares. Per Pistoia questo è ancora più vero, perché il Comune ripropone le stesse tariffe del 2013, sia per le case che per le attività produttive, che già godevano di un complesso sistema di agevolazioni pattuito con le categorie. Due novità in realtà ci sono, per le abitazioni private: una riduzione fino al 30% della parte variabile della tariffa per chi porterà i rifiuti differenziati ai centri di raccolta che stanno per nascere; e un’esenzione dal pagamento per le famiglie con disagio sociale dimostrato dall’Isee (e fino all’esaurirsi dello stanziamento di 150.000 euro).
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