Toscana
Un autovelox sulle piste contro gli infortuni
Proposta di legge per aumentare la sicurezza sugli sci: vedi il coinvolgimento dei maestri e dei gestori degli impianti
ABETONE. Come ogni inverno, anche quest’anno sulle montagne italiane non sono mancati infortuni anche mortali sulla neve, per fortuna non nel comprensorio abetonese. L’ultimo in ordine di tempo ha avuto come vittima una bambna di 3 anni a Gressoney. Sul fronte della sicurezza degli sciatori, c’è una proposta di legge della vicepresidente del Senato Linda Lanzilotti, che, a giudizione della fondazione Andrea Rossato, rappresenterebbe una vera e propria svolta. La proposta di legge prevede il coinvolgimento dei maestri di sci e dei gestori degli impianti nelle attività di vigilanza sulle piste, la possibilità di introdurre lo sky velox (una sorta di autovelox sulle piste da sci) per rendere più efficaci i controlli, il potere di immediato ritiro dello sky pass a chi non rispetta le regole, l'assicurazione per i danni arrecati agli sciatori sulle piste e l'utilizzo dell'elisoccorso per prestare pronta assistenza. Un altro aspetto importante della proposta è il "bollino azzurro", da attribuire ai comprensori sciistici che adottano le misure di sicurezza: un punto fondamentale, questo, per dare risalto alle stazioni sciistiche che investono maggiormente in sicurezza al fine di garantire il più possibile l'incolumità delle persone e, in particola modo, dei più piccoli. Il bollino consentirebbe ai genitori di scegliere le località sciistiche più sicure per i propri figli.
«Più volte la nostra Fondazione - scrive Mauro Rossato, presidente della Fondazione - ha fatto appello alle istituzioni affinché le piste da sci non siano un luogo di morte, bensì di divertimento e sport. Abbiamo insistito cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema, richiamando la necessità di maggiori controlli sulle piste da parte delle forze dell'ordine - cogliendo qualche tempo fa anche l'appello di una madre che sciando col figlioletto di sette anni si sentiva minacciata da un orda di barbari sugli sci che sfrecciavano accanto al piccolo impietrito dal terrore di essere travolto. E, dopo il terribile incidente di Matilde, non si trattava evidentemente di un timore infondato». Il pericolo sulle piste per i piccoli è ovunque. Persino nelle piste blu e addirittura nei campetti scuola dove si inizia a sciare a tre anni. «Ma questo non può e non deve accadere - prosegue - Così come non si può morire sciando con i genitori e un fratellino in una pista rossa e finire contro un albero a 15 anni».
«Occorre concretizzare con urgenza una serie di nuove regole per contrastare gli incidenti in montagna - conclude Rossato - Anche se applicare la disciplina inerente alla sicurezza in pista sarebbe già una conquista».
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