Sicurezza
Cannabis in classe, la preside difende il liceo
Una mamma: «Offerto “fumo” ai ragazzi al liceo Forteguerri». Belliti: «Solo un caso, ed era in bagno»
PISTOIA. Parte da una segnalazione di una madre una riflessione a tutto tondo con la preside del Classico Patrizia Belliti e il vice questore Antonio Fusco sul consumo di cannabis nelle scuole superiori. Una mamma scrive preoccupata ai giornali raccontando un episodio che le è stato riferito dalla figlia: «Ad anno scolastico appena iniziato ho saputo da mia figlia che in una prima del liceo Forteguerri alcuni alunni, palesemente, senza farne alcun segreto, portavano canne e “fumo” a scuola, mostrando la mercanzia in classe a tutti e naturalmente tirando dentro al giro alcuni alunni della classe. So - prosegue la madre della studentessa - che insegnanti e famiglie hanno chiesto alla preside un intervento deciso per stroncare la faccenda, ma siamo già a marzo e non è stato fatto alcun passo significativo. Forse gli adulti, a volte, preferiscono far finta di non vedere piuttosto che prendere posizione?».
Ai timori della madre, che sostiene «di avere la sensazione che si mandino i figli in un ambiente malsano e pericoloso per la loro salute psicofisica» rispondono, senza remore, sia la preside che il vice questore. «Mi risulta - afferma Belliti - un solo episodio su cui è stato necessario intervenire. Era circa novembre, e un ragazzo ha scritto su facebook di essersi “fatto” in bagno insieme al compagno di banco. Abbiamo parlato con i genitori dei ragazzi, e subito dopo intensificato la vigilanza. Non ci risulta sia mai stato fatto sfoggio di “mercanzia” nelle classi, c’è stato un caso e in bagno. Poi, è chiaro, riusciamo a vigilare meglio in scuola che all’esterno. Abbiamo un cortile adiacente alla scuola in cui è più difficile operare controlli continui, ma proprio in seguito a quell’episodio abbiamo chiesto la collaborazione della polizia per controlli più frequenti anche nel cortile. I poliziotti sono passati tre volte lungo i corridoi con i cani antidroga, e abbiamo avuto la disponibilità del questore allo svolgimento di corsi informativi. C’è un servizio di vigilanza sui bagni da parte del personale della scuola al piano terra, al primo piano e al secondo piano. Non possiamo chiaramente entrare nei bagni, ma i controlli sono stati intensificati. Ci sono alcune classi con situazioni potenzialmente “a rischio” su cui è puntato un occhio di riguardo. Ma non ritengo - conclude Belliti - che esista un problema-droga nel liceo, mi sento di poter difendere senza remore sia la scuola che il corpo docente».
Antonio Fusco tronca sul nascere qualsiasi ipotesi di un problema droga al prestigioso liceo Classico. «Mai avuto riscontri di spaccio di droga in quel liceo. Non ci sono - prosegue - scuole a rischio nel Pistoiese, e storicamente le realtà più “vivaci” sono i tecnici e i professionali».
La polizia sta portando avanti da alcuni anni una serie di incontri informativi sulla droga rivolti alle classe terze delle scuole superiori. Ai ragazzi di 16 anni, l’età considerata potenzialmente più a rischio. «Tutto è nato dall’Operazione Mangiafuoco, in cui erano coinvolti alcuni ragazzi pistoiesi, che si vedevano ai giardini pubblici per fumare eroina. Premesso che non è consentito per legge fumare hashisch, fumare eroina può avere un effetto devastante sull’organismo. Abbiamo deciso di dare il via a un percorso mirato con le scuole, ottenendo la loro collaborazione e l’apprezzamento degli studenti. Com’è successo il mese scorso al Forteguerri. Perché questi corsi sono tenuti con linguaggi adatti ai giovani, con slide efficaci e comprensibili, con la testimonianza e l’invito di personaggi famosi. A latere, si parla anche delle pene previste dalla legge, ma fondamentale è dire cos’è la droga e i rischi che si corrono».
Tiziana Gori
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