«L’Imu sulle Apd è un furto autorizzato»
Cialdi: Aree a pianificazione differita tassate come fossero edificabili, ma il regolamento è scaduto
QUARRATA. Ai proprietari costano di Imu come se fossero terreni edificabili. In realtà non lo sono più dal 15 ottobre scorso, quando cioè è scaduto il regolamento urbanistico. Lo sono solo potenzialmente, e all’interno del piano strutturale: a questo il Comune fa fede da un punto di vista fiscale, come ha spiegato l’assessore all’urbanistica, Francesca Marini. Ma anche negli anni precedenti, secondo il gruppo d’opposizione “Insieme per Quarrata” di Alessandro Cialdi, su tali terreni – chiamati “Apd”, ovvero Aree a pianificazione differita, soggette a un piano attuativo, per quasi 20mila metri quadri da edificare – c’è stata da parte dell’amministrazione soltanto la «volontà di fare cassa». Cialdi parla di «furti autorizzati e valori (sui terreni, ndr) incivili». Il consigliere Giorgio Innocenti (Insieme per Quarrata) di «abuso di potere e denari non dovuti usati solo per far quadrare il bilancio».
«È una tassa ingiusta – ha detto Cialdi durante il consiglio comunale - Questa gente per anni ha pagato 49 euro al metro quadro per un terreno del quale sapevano tutti che non ci avrebbero potuto fare assolutamente niente. Dal 15 ottobre il Comune non può nemmeno più fare i bandi (sistema attraverso cui veniva individuato il progetto vincitore per le Apd, ndr) perché è decaduto il regolamento urbanistico. Come fanno a costruirci? E perché allora devono continuare a pagare come se fossero edificabili? Tutto ciò nasce da un peccato originale: un abnorme allargamento dei limiti di crescita urbana al momento della redazione del piano strutturale. In quel momento non si sapeva bene perché, poi con l’Ici si è capito il motivo: inventando le aree Apd si son create zone che ai fini fiscali son tassabili. Sono a tutti gli effetti aree agricole, come quelle fuori dal limite di crescita urbana». La prossima legge regionale, precisa Cialdi, eliminerà quasi certamente le Apd andando verso il consumo zero di territorio. Sulla questione lunedì è stata presentata una mozione dal gruppo “Insieme per Quarrata”, per impegnare il sindaco e la giunta, a rivedere i valori di questi terreni. L’assessore Marini ha spiegato che non era possibile farlo poiché «all’interno del piano strutturale restano aree potenzialmente edificabili e ai fini tributari è questa che conta». Il capogruppo del Pd, Gabriele Giacomelli, ha inizialmente espresso l’intenzione di bocciare la proposta di Cialdi per una questione di conti. « Fino a quando non avremo i dati per valutare il prossimo bilancio non possiamo prendere decisioni. Prima dobbiamo vedere tutte le voci dei contribuenti» ha detto. «Se una tassa è ingiusta – ha replicato Cialdi – lo è e basta, bilancio o non bilancio». A favore della rimodulazione verso il basso dei valori anche Forza Italia e il consigliere di maggioranza Fiorello Gori della lista Per Quarrata. Alla fine, dopo due sospensioni della seduta e due emendamenti l’atto è stato votato dalla sola maggioranza così come modificato dall’emendamento di Gori, togliendo tutto il corpo del testo legato alle “considerazioni” e impegnando il sindaco e la giunta a rivedere i valori sulle aree in questione.
Beatrice Faragli
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