Il Tirreno

Pistoia

«Condannate gli assassini di don Mario Del Becaro»

di Massimo Donati
«Condannate gli assassini di don Mario Del Becaro»

Omicidio di Tizzana: il pm chiede 22 e 16 anni per gli autori materiali del delitto, 10 e 2 per gli altri due complici

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QUARRATA. Ventidue e sedici anni ai due autori materiali della rapina degenerata poi in omicidio. Gazmor Haxillari e Fation Kraja. Dieci anni all’ideatore del colpo, Bledar Haxillari, colui che aveva avuto il compito di entrare nei favori del sacerdote per poi aprire di nascosto la porta della canonica ai due complici. Inoltre, 2 anni – con il patteggiamento della pena – al quarto componente della banda, Arber Kraja, accusato unicamente di aver accompagnato sul posto i primi due, con la consapevolezza però che avevano intenzione di compiere un furto e che questo si sarebbe potuto trasformare in rapina qualora qualcosa fosse andato storto.

Queste, al termine della sua requisitoria, le richieste del pm nel processo per l’assassinio di don Mario Del Becaro, il parroco di Tizzana ucciso nella sua canonica il 28 dicembre 2012. Un processo, quello che, con il rito abbreviato, è in corso davanti al gup del tribunale, che si sta giocando tutto sulla volontarietà o meno dell’omicidio: secondo l’accusa, rappresentata dal procuratore capo facente funzioni Giuseppe Grieco, gli imputati erano consapevoli delle conseguenze che aggredire, picchiare e imbavagliare il sacerdote avrebbe potuto avere; secondo gli avvocati difensori, invece, si tratta di un omicidio preterintenzionale, in quanto non era intenzione dei loro assistiti causare la morte di don Mario, come dimostrerebbe il gesto di togliergli il bavaglio prima di fuggire dalla canonica.

Tre dei quattro albanesi sono accusati di omicidio volontario, mentre per l'altro il reato contestato è solo quello di concorso anomalo in rapina aggravata. Autori materiali dell’omicidio, come da loro stessi confessato, sono Gazmor Haxillari, 36 anni, residente a Prato, e Fation Kraja, 27, residente a Montemurlo. Di concorso oggettivo nell'omicidio è accusato invece Bledar Haxillari, 29 anni, residente a Prato, fratello di Gazmor. Unico in libertà, Arber Kraja, 22 anni, residente a Montemurlo, è imputato unicamente di concorso oggettivo in rapina: in auto accompagnò fino alla canonica il fratello e Gazmor Haxillari.

I quattro avevano pianificato di svaligiare la canonica di Tizzana spinti dalle voci che circolavano sulla presunta ricchezza del 63enne sacerdote, risultate poi non fondate: nella cassaforte del sacerdote avevano trovato solo 200 euro e qualche monile. Rincasato troppo presto dopo aver accompagnato Bledar Haxhillari alla fermata dell'autobus, Don Mario del Becaro era stato aggredito, picchiato, legato e imbavagliato (era poi morto soffocato) da Gazmor Haxhillari e Fation Kraja, fatti entrare di nascosto in precedenza dallo stesso Bledar, che poi aveva inventato la scusa del passaggio per far allontanare il sacerdote.

A sostegno della propria tesi, il pm Grieco ha prodotto anche una sentenza della prima sezione della Cassazione in cui vennero riconosciuti colpevoli di omicidio volontario gli autori di una rapina simile ai danni di marito e moglie nella loro abitazione: la donna venne legata e imbavagliata in modo identico a don Mario e morì soffocata. In pratica i giudici hanno sancito che i rapinatori avevano accettato la previsione che quel tipo di imbavagliamento avrebbe potuto causare la morte per soffocamento.

Inoltre il pm ha ripercorso – attraverso le registrazioni dei microfoni spia che erano stati piazzati nella canonica nell’ambito di una precedente indagine per estorsione ai danni del parroco – i drammatici trenta minuti intercorsi tra l’aggressione a don Mario e la fuga: i lamenti del sacerdote già dopo un quarto d’ora non si sentivano più, segno che era già morto. E ha sottolineato ciò che Fation Kraja disse nella sua confessione: di aver visto Gazmor che colpiva con i pugno don Mario sul torace, e che aveva detto al complice che il sacedote, con quel bavaglio, poteva soffocare. Il parroco era stato infatti imbavagliato con due sciarpe e una maglietta fissati attorno alla testa con ripetuti giri di nastro adesivo.

La condanna più pesante è stata chiesta per Gazmor Haxillari: pena base 20 anni, aumentata poi per la recidiva specifica e per la rapina in continuazione e scontata di un terzo per il rito abbreviato. Fation Kraja non è invece pregiudicato.

Parte civile nel processo, oltre ai dei due fratelli e alle due sorelle della vittima, è anche la parrocchia di Tizzana. Prossima udienza, il 3 aprile, quando dovrebbe essere emessa la sentenza.

 

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