Sicurezza
Guerra di periti sulla morte di Mattia
I medici del Gaslini irridono i consulenti del Comune. Intanto il giudice fa pagare la perizia d’ufficio al Comune
PISTOIA. «Se il trauma porta alla morte non esiste quello che in termini tecnici viene chiamato “intervallo lucido”. Non è possibile cioé che sia intercorso un lasso di tempo tra il trauma provocato dalla scuotimento e il coma in cui il bambino possa aver tenuto un comportamento normale. Non serve verificare se il giorno prima ha avvertito sonnolenza. Si può solo controllare chi lo aveva in custodia in quel momento».
Dell’inesistenza di un intervallo lucido riporta, in pratica, la parte conclusiva della perizia stilata dai consulenti del giudice civile, i professori dell’ospedale pediatrico Gaslini di Genova Arturo Cama e Andrea Rossi. Una perizia, sostiene il legale di Riccardo e Caterina Pierinelli, Maurilio D’Angelo, che non è stata confutata dalla controperizia del Comune, affidata ai consulenti Malcontenti e Castellan. Cama e Rossi avrebbero rilevato nelle osservazioni dei periti dell’ente locale «grossolane inesattezze».
Ieri il giudice del tribunale civile Sergio Garofalo ha rinviato la causa per la precisazione delle conclusioni al 15 maggio 2014. Nella prossima udienza (che dovrebbe essere l’ultima) il giudice tratterrà la causa in decisione per la sentenza, concedendo i termini di legge (60 giorni + 20 giorni) per il deposito delle comparse conclusionali e le memorie di replica. La sentenza è attesa per settembre. I coniugi Pierinelli hanno citato in giudizio il Comune di Pistoia e in solido, l’asilo nido “Lago Mago” di cui il Comune è proprietario, avanzando una richiesta di due milioni di euro a titolo di risarcimento per i danni morali, biologici e patrimoniali subìti.
Il piccolo Mattia, nove mesi, è morto il 7 dicembre 2009, 5 giorni dopo essere stato trasportato in coma dall’asilo Lago Mago al Meyer di Firenze. All’origine dell’emorragia cerebrale che ne ha causato la morte, secondo le perizie sin qui effettuate, è stato un forte scuotimento. Da stabilire l’ora in cui questo sarebbe avvenuto. Secondo i periti del Gaslini, tra le 10,30 del mattino e la prima tac al Meyer delle 13,47. Quindi, quando il bambino era all’asilo. È notizia di pochi giorni fa che nell’indagine penale le tre maestre in servizio sono ora indagate per omicidio colposo, in attesa della perizia chiesta dal pubblico ministero Claudio Curreli al giudice per le indagini preliminari Patrizia Martucci.
In sede civile, la perizia di Cama e Rossi è stata integrata delle osservazioni dei consulenti del Comune e depositata il 25 febbraio. «I periti del Gaslini - spiega l’avvocato D’Angelo - rilevano “grossolane inesattezze” da parte dei periti del Comune nel riportare le affermazioni dello studio Bradford.Partono da presupposti diversi da quelli dei periti del Gaslini per poi arrivare alle stesse conclusioni. I dati riferiti vengono puntualmente smentiti dai consulenti del giudice con verifiche puntuali, dalle quali risultano errori anche di semplici valutazioni dei dati compiuti dai consulenti tecnici del Comune».
D’Angelo si sofferma anche su due cose dette negli ultimi giorni dalle maestre e dai loro difensori. «Il bambino non è rimasto a casa nei giorni precedenti il trauma, fatto che peraltro non avrebbe inciso su quello che è successo. La mamma lo ha lasciato a casa solo il giorno della festa della Toscana (il 30 novembre)».
La perizia di Cama e Rossi si conclude così: “Ribadiamo che si deve tenere cono di un fatto incontrovertibile, che per la verità i Ctp non tentano neppure di smentire, e cioè che la gravità estrema del danno subito da Pierinelli Mattia, tale da causarne in definitiva il decesso, non consente di ipotizzare un intervallo lucido e cioè che sia intercorso un lasso di tempo, compreso tra il traumatismo ed il coma, in cui il paziente possa avere tenuto un comportamento normale, giocando o consumando pasti. Il paziente ha secondo noi subito il danno in un intervallo di tempo che, per rispondere al quesito del giudice, è successivo alle ore 8, del 2.12.2009 ma è verosimilmente in realtà ulteriormente circoscrivibile tra l'ultimo momento in cui il bambino è stato osservato sveglio e vigile e l'orario di chiamata del 118. Nessuno dei reperti clinici e neuroradiologici entra in contraddizione con questa interpretazione, ma è la valutazione globale di tutti gli elementi sia clinici che neuroradiologici, anche e soprattutto nella loro tumultuosa evoluzione temporale, che consente di formarsi una simile opinione, difficilmente smentibile, e pertanto, di sostenerla con convinzione anche a fronte di osservazioni critiche ricevute”.
Le spese della perizia del Gaslini sono state addebitate dal giudice al Comune.
Tiziana Gori
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