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Pistoia

Confiscata la villa di Mamma Ebe: adesso è dello Stato

Confiscata la villa di Mamma Ebe: adesso è dello Stato

Passata in giudicato la condanna a 6 anni per i fatti di Cesena. Per anni è stata meta di centinaia di persone in cerca di cure

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QUARRATA. “Villa Gigliola” non è più di Mamma Ebe. I carabinieri hanno notificato alla “Santona del San Baronto”, al secolo Gigliola Giorgini, 80 anni, il provvedimento di confisca dell’immobile emesso dal tribunale di Forlì e scattato dopo che è passata in giudicato la condanna a 6 anni di reclusione resa definitiva dalla sentenza della Corte di Cassazione del novembre 2011.

La lussuosa villa alle pendici del Montalbano, nel comune di Quarrata, era tra le proprietà della società Corallo, di cui erano titolari Mamma Ebe e il marito Gabriele Casotto, anche lui condannato. L’immobile quindi è passato in mano allo Stato in quanto sono state confiscate il 99 per cento delle quote della secietà in questione.

Un provvedimento che per Gigliola Giorgini, attualmente ai domiciliari a Pietrasanta, è arrivato quindi non per la tanto contestata attività di guaritrice (giudicata illegale e per la quale è stata condannata dal tribunale di Pistoia) che svolgeva a Villa Gigliola, quanto per le sue analoghe attività portate avanti in una villa di Carpineta, sulle colline di Cesena, nei primi anni Duemila. La “Santona”era stata rinviata a giudizio insieme a un'altra quindicina di persone, tra cui il marito Gabriele Casotto, 58 anni. Gli imputati erano accusati di una serie di reati tra cui, a vario titolo, associazione a delinquere per la commissione di esercizio abusivo della professione medica, somministrazione di medicinali pericolosi, falso ideologico in ricetta, truffa ai danni dell'Usl di Cesena (che si è costituita parte civile), sequestro e maltrattamenti di bambini, «per motivi abbietti in danno di persone “sofferenti” nel corpo o nell'anima».

01_A_WEBAll’epoca del processo forlivese, quartier generale di Mamma Ebe si era nuovamente trasferito a Villa Gigliola, dove, dopo otto anni dal precedente arresto, l’11 giugno 2010, le manette erano scattate nuovamente ai suoi polsi, e a quelli del marito, al termine di un’inchiesta questa volta tutta pistoiese. La sedicente guaritrice era stata accusata di associazione per delinquere finalizzata all'esercizio abusivo della professione medica e alla truffa aggravata al termine di una complessa indagine condotta dai carabinieri della Compagnia di Pistoia e della Stazione di Quarrata.

Un anno fa, in appello, cancellata la contestazione di truffa, per tali episodi Mamma Ebe è stata condannata a 6 anni (in primo gradoerano stati 8 e mezzo). Confermate le accuse di associazione a delinquere ed esercizio abusivo della professione medica, in riferimento alle cure e ai massaggi terapeutici effettuati dalla Giorgini dal 2005 al 2010 a Villa Gigliola, meta di una processione continua di persone malate o comunque sofferenti che si affidavano alle sue supposte capacità di guaritrice.

Massimo Donati

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