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Tassisti infuriati per le fasce orarie in via Erbosa

PISTOIA. La viabilità a fasce orarie di via Erbosa è solo l'ultimo tassello di un malessere che i tassisti pistoiesi vivono ormai da anni. Un malessere che - spiegano - nasce soprattutto dal fatto...

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PISTOIA. La viabilità a fasce orarie di via Erbosa è solo l'ultimo tassello di un malessere che i tassisti pistoiesi vivono ormai da anni. Un malessere che - spiegano - nasce soprattutto dal fatto che per l'amministrazione comunale i tassisti non esistono come interlocutori. Eppure, sono quelli che più di ogni altro stanno sulle strade pistoiesi, che conoscono per primi i disagi creati da ogni provvedimento sul traffico. «La nostra categoria - spiega Sergio Luzzi, presidente dei tassisti di Confartigianato - non è mai stata consultata sui provvedimenti su traffico e viabilità. Anche questo incontro con l'assessore Mario Tuci per la questione di via Erbosa, c'è stato solo perché noi l'abbiamo richiesto. Come solo su nostra richiesta fummo ascoltati quando vennero create le corsie preferenziali per i bus. Un atteggiamento che non fu rispettoso nemmeno della legge che prevede l'obbligo di consultare le categorie». A monte, secondo i tassisti di Confartigianato, c'è un problema culturale. «Purtroppo - spiega Simone Balli, presidente di Confartigianato Pistoia - il servizio taxi viene considerato dal Comune un servizio privato e non pubblico, come invece è». E, secondo Confartigianato, non può essere altrimenti se si considera che Pistoia non ha ancora un regolamento sul servizio di taxi: ne è dotato anche il Comune di Sambuca - che non ha taxi - non c'è a Pistoia dove operano 16 tassisti. «Il regolamento - spiega Marco Nannini, responsabile categoria taxi di Confartigianato - è uno strumento fondamentale per la disciplina di questo servizio. Stabilisce le regole: lo stazionamento dei taxi, il numero delle licenze e così via. Attualmente, invece, ogni decisione viene assunta in deroga al regolamento». A Pistoia operano complessivamente 15 tassisti: non sono sufficienti. «Ad oggi - conferma Luzzi - abbiamo una media molto alta ogni mese di chiamate inevase, occorrerebbe qualche licenza in più, ma non avendo un regolamento non è possibile aumentarle».

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