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Pistoia

la cerimonia

Una sala di Palazzo di Giano per ricordare Marco Vettori

Una sala di Palazzo di Giano per ricordare Marco Vettori

PISTOIA. La sala riunioni dei gruppi consiliari del Palazzo comunale da ieri porta il nome di Marco Vettori, scomparso il 6 marzo 2013 per un tumore legato all’amianto: quella terribile sostanza che...

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PISTOIA. La sala riunioni dei gruppi consiliari del Palazzo comunale da ieri porta il nome di Marco Vettori, scomparso il 6 marzo 2013 per un tumore legato all’amianto: quella terribile sostanza che per tutta la vita ha cercato di combattere, difendendo la dignità dei lavoratori esposti.

Consigliere comunale dal 2002 e presidente del consiglio comunale a partire dal 2007, Marco Vettori era stato operaio della Breda a partire dal 1972: all'interno dell'azienda era stato delegato sindacale della Fiom e della Cgil e poi responsabile della sicurezza nel consiglio di fabbrica, svolgendo un ruolo determinante nella battaglia per individuare i responsabili dei morti per l'esposizione all'amianto. Dal 2011, a causa della malattia che lo aveva colpito, si era allontanato progressivamente dagli impegni istituzionali, continuando tuttavia a seguire con passione la vita pubblica e politica della città.

Alla cerimonia erano presenti il sindaco Samuele Bertinelli, il presidente del consiglio comunale Alberto Niccolai, consiglieri ed ex consiglieri comunali, la moglie Saveria Lombardo, la figlia Valentina Vettori.

«Marco ha lottato per il riconoscimento degli esposti all’amianto, quando tale scandalo veniva visto da tutti ma nessuno parlava – ha detto Bertinelli – andando anche contro le posizioni di sindacati o della sua parte politica in certi momenti. «Una battaglia – ha continuato – che allora richiedeva libertà e non conformismo, per questo Vettori non era un politico dottrinario. Persona curiosa degli altri e del mondo circostante, per lui la parola “compagno” non richiamava la gerarchia comunitaria, bensì una dimensione istintiva di condivisione, di ricerca della libertà per tutti che non si traducesse in arbitrio, come responsabilità verso gli altri ad iniziare dai più deboli.». Ma al di là del suo impegno politico, Vettori è stato fondamentale nelle lotte per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori, sia dall'interno, come operaio della Breda che, successivamente, come membro e presidente del consiglio comunale, impegnandosi attivamente per il futuro dello stabilimento, per gli addetti e per le loro famiglie.

A seguito della sua morte la famiglia ha deciso di donare alla "Fondazione Attilia Pofferi" il ricco e documentato archivio che Vettori ha creato nel corso della sua vita, che ha costituito il primo e fondamentale nucleo del "Fondo Marco Vettori".

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