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Pulizie, scade la cassa integrazione

Pulizie, scade la cassa integrazione

Il 20 marzo i sindacati in assemblea all’ospedale con le 70 lavoratrici

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PISTOIA. Il 20 marzo un incontro in ospedale con i dipendenti, e martedì 25 marzo l’incontro decisivo con la Colser per il rinnovo della cassa integrazione ai 74 lavoratori (in larga maggioranza donne) delle pulizie all’ospedale San Jacopo.

«In quella sede - spiega Luisella Brotini, segretaria provinciale della Filcams Cgil - parleremo della messa a punto definitiva dell’organizzazione del lavoro. E chiederemo altri 8 mesi di cassa integrazione, che è in scadenza a fine marzo».

Il San Jacopo è più piccolo di 11mila metri quadrati rispetto al complesso del Ceppo. La Colser, azienda di sanificazione parmense che si è aggiudicata il servizio per Ge.Sat, aveva inizialmente previsto 43 persone a 18 ore per assicurare la pulizia dell’intero plesso ospedaliero e le pertinenze. Dopo una serie di controlli, la Asl ha proposto come attività aggiuntiva il conferimento delle pulizie intra seduta operatoria. La direzione amministrativa ha alzato il numero delle ore a 6500. Con Cgil, Cisl e Uil è stato firmato un accordo per la cassa integrazione. Le dipendenti lavorano, ma con la decurtazione di circa il 30% del monte orario rispetto al Ceppo. Hanno contratti part time di circa 4 ore al giorno, alcune anche di tre ore. Un lasso di tempo, hanno raccontato alcune alla consigliera Rosalia Billero, che ha presentato un’interpellanza al sindaco, insufficiente per svolgere alcuni tipi di lavori. «Come la pulizia in un’ora di 22 stanze, con 22 bagni e 44 letti».

A questo, ha spiegato Bertinelli, va aggiunto il fatto che anche i lavoratori delle aziende di servizi devono pagare il posteggio. Con stipendi mensili medi di 400 euro dover sborsare 2 o 3 euro al giorno vuol dire «andare a lavorare a rimessa». Bertinelli ha chiesto un incontro con i sindacati e la Colser, che sarà fissato a giorni. «Alcune lavoratrici - ha spiegato il sindaco - hanno sollecitato un intervento del Comune, perché a fine marzo scadrà la cassa integrazione, e temono di non poter godere di altri ammortizzatori sociali e di subire un taglio dell’orario di lavoro».

Non dovrebbe esserci questo rischio, assicura Brotini. Anzi, è stata riconosciuta la necessità di aumentare i servizi (e quindi le ore di lavoro). Si andrà con ogni probabilità al rinnovo della cassa integrazione, ma il Comune assicura di voler vigilare. Nel frattempo, in risposta all’interpellanza di Billero, il responsabile della gestione dei servizi, Roberto Biagini, ha informato il Comune che l’Asl «porrà maggiore attenzione allo stazionamento dei rifiuti dopo la movimentazione manuale da parte del personale».(t.g.)

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