Il Tirreno

Pistoia

Le minoranze si lamentano dal prefetto

MARCELLO. Il prefetto di Pistoia, dottor Mario Lubatti, ha ricevuto martedì scorso i tre capigruppo consiliari di opposizione di San Marcello che avevano richiesto un incontro per esporre le...

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MARCELLO. Il prefetto di Pistoia, dottor Mario Lubatti, ha ricevuto martedì scorso i tre capigruppo consiliari di opposizione di San Marcello che avevano richiesto un incontro per esporre le problematiche più urgenti del territorio della montagna pistoiese. Vari gli argomenti illustrati dai consiglieri Giuseppe Montagna (Insieme per San Marcello), Davide Ferrari (Bene Comune) e Silvio Gaggini (Cambiare si può) a partire dalla progressiva perdita di servizi pubblici. «Abbiamo posto all’attenzione del prefetto - spiegano i capigruppo in una nota - le situazioni derivanti dalla riorganizzazione dell’ospedale e dei servizi sanitari, la riduzione dei servizi di trasporto pubblico locale, la condizione della ferrovia Porrettana, la chiusura e riduzione di orario degli uffici postali». I capigruppo hanno espresso preoccupazione per l’enorme debito del gestore idrico Gaia spa nei confronti dei comuni e «per l’assenza di una visione programmatica sulla gestione complessiva della montagna, aggravata dalla mancata realizzazione dell’Unione speciale dei comuni che avrebbe dovuto mantenere le competenze della Comunità Montana, e per la stagnazione delle politiche di associazione dei servizi fra comuni, ormai necessarie per fornire ai cittadini della montagna servizi adeguati». E mentre il sindaco Silvia Cormio ed il Pd respingono gli attacchi delle minoranze, i tre capigruppo hanno esposto al Prefetto «le difficoltà nei rapporti istituzionali in seno al Comune di San Marcello, dovuti alla chiusura al dialogo dell’amministrazione verso l’opposizione e la cittadinanza, anche riunita in comitati spontanei ed associazioni. Ciò - prosegue la nota - determina uno scollamento istituzionale nel rapporto fra cittadini, forze politiche, associazioni civiche con cui una buona amministrazione non dovrebbe avere timore di confrontarsi». Quanto al ruolo dell’opposizione, si sottolinea l’assenza di commissioni consiliari e la diminuzione delle convocazioni del consiglio comunale rispetto ai precedenti mandati. «È impossibile - concludono i capigruppo - svolgere un ruolo costruttivo di critica e di proposta nei confronti di una maggioranza che sembra voler evitare qualsiasi occasione di confronto». (e.v.)

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