Sicurezza
«Il consultorio non può diventare un poliambulatorio»
PISTOIA. «Il consultorio non può e non deve diventare un semplice poliambulatorio». La Rete 13 febbraio ringrazia l’Asl 3 per la celere risposta seguita alla manifestazione in piazza San Bartolomeo...
PISTOIA. «Il consultorio non può e non deve diventare un semplice poliambulatorio». La Rete 13 febbraio ringrazia l’Asl 3 per la celere risposta seguita alla manifestazione in piazza San Bartolomeo contro la chiusura del Centro Donna, e chiama l’Azienda sanitaria a confrontarsi sin da subito su tutta una serie di problemi. L’attività nei consultori, secondo la Rete, è nettamente peggiorata negli ultimi mesi.
«Il principio di accoglienza che è, e deve restare, alla base, del consultorio è incompatibile con il concetto di rapidità puramente aziendale che ha un poliambulatorio. Inoltre - prosegue l’associazione - il lavoro del consultorio non si può ridurre solo al percorso maternità, ma in linea con le funzioni previste dalla legge 405 del 29 luglio 1975 deve soddisfare le esigenze dell’utenza che richieda i servizi di accoglienza, educazione alla sessualità, informazione alla contraccezione, ecc».
Invece negli ultimi tempi si sono registrati «problematiche e malfunzionamenti: lunghe liste di attesa, prenotazioni impossibili (effettuate il primo sabato del mese con un numero di appuntamenti che spesso terminano nella mattina del sabato stesso), servizi non coperti o non disponibili sul territorio pistoiese per tutta l'utenza che ne fa richiesta, come ad esempio i corsi pre-parto».
La Rete ha una serie di richieste specifiche, su cui vuole conoscere le intenzioni della Asl: «Chiediamo che i nuovi spazi che verranno dedicati al consultorio siano almeno corrispondenti alla metratura totale degli spazi attualmente a disposizione tra Centro Donna e del presidio delle Fornaci e che siano in uso esclusivo del consultorio.Chiediamo di sapere il numero e la tipologia di operatori e operatrici che vi lavoreranno. Chiediamo di conoscere quali saranno gli orari di apertura del servizio al pubblico e quale tipologia di servizio verrà garantita e potenziata. Chiediamo inoltre che la Asl3 prenda posizione sul recente pronunciamento del Consiglio sanitario regionale che prevede la somministrazione della pillola RU486 al di fuori dell'ospedale, cioè nei consultori e nei poliambulatori, con conseguente taglio dei costi per la stessa Asl, oltre a un minor danno per le donne che affrontano l'interruzione volontaria di gravidanza».
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