Confesercenti ai sindaci: «Non stangate i nostri negozi»
PISTOIA. Se il tormentone 2013 sul fronte tributi è stato sicuramente la Tasi, quest’anno a tormentare i sonni dei contribuenti è un intera costellazione di sigle: Tasi, Imu, Iuc, Tari. Di costante c’...
PISTOIA. Se il tormentone 2013 sul fronte tributi è stato sicuramente la Tasi, quest’anno a tormentare i sonni dei contribuenti è un intera costellazione di sigle: Tasi, Imu, Iuc, Tari. Di costante c’è che si tratta comunque di imposte da pagare, basate sulla casa e la produzione di rifiuti: da inizio 2014, infatti, è in vigore la Iuc, imposta unica comunale, che comprende Imu (patrimonio immobiliare), Tasi (servizi indivisibili comunali, come manutenzione strade, parchi e illuminazione pubblica) e Tari (rifiuti).
Tanti Comuni non hanno ancora deciso le aliquote, ma viste le difficoltà di bilancio, il timore è quello di ulteriori stangate in arrivo, soprattutto per alleggerire la Tasi, la nuova tassa sulla casa che, al momento, si presenta senza detrazioni. La pensa così Confesercenti, che in una nota dà voce a queste paure. «Vista la facoltà data ai Comuni di innalzare le aliquote base per finanziare le detrazioni, oggi inesistenti per le prime case – si legge – chi pagherà di più oltre alle seconde case saranno gli immobili a destinazione produttiva, commerciale, alberghiera. Dalle simulazioni si preventiva che tali immobili subiranno aumenti che possono oscillare tra il 10 e il 20% in quei comuni dove veniva applicata un'aliquota Imu del 9,6 per mille, ma l'aumento potrebbe anche salire al 50% se l'Imu pagata era del 7,6 per mille».
L'appello alle amministrazioni comunali – sottolinea la nota – è sempre lo stesso: Confesercenti chiede di aprire tavoli di confronto lavorando insieme, affinché le aziende del territorio che ancora resistono non siano costrette anche loro a chiudere i battenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google