Il Tirreno

Pistoia

Allarme Tares in Comune mancano quasi due milioni

di Fabio Calamati
Allarme Tares in Comune mancano quasi due milioni

Famiglie e aziende fiaccate dalla crisi economica e in tanti hanno preferito lasciare nel cassetto i bollettini della nuova tariffa sui rifiuti e i servizi

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PISTOIA. Previsti in bilancio 14,7 milioni, incassati a fine dicembre 11,9 milioni. Differenza, 2 milioni 800.000 euro: a tanto ammontava, due mesi e mezzo fa, la differenza tra quello che il Comune prevedeva di ottenere dalla Tares, la tariffa comunale sui rifiuti e i servizi, e quello che famiglie e aziende pistoiesi hanno realmente pagato. In percentuale, fa il 19,2% del totale, che tradotto in numeri spiccioli signifca grossomodo circa 8.000 utenze su un totale di 42.000. Sono gli ultimi dati forniti dall’amministrazione comunale, che confermano in pieno l’allarme lanciato alcuni giorni fa da Confcommercio. Anzi, rispetto alla percentuale di mancato versamento fornita dall’associazione commercianti (15%) la situazione è addirittura peggiore.

Perché non si paga? Aziende e famiglie distratte, certo. Tra l’altro l’entrata in vigore della nuova tariffa, ad anno ormai inoltrato e con un caos di norme da applicare mai visto prima, non invogliava certo a compiere il proprio dovere di contribuenti. Ma – con ogni probabilità – molto di più ha pesato la difficoltà a far fronte all’ennesimo pagamento di un anno già segnato a sangue dagli effetti della crisi economica. In questa situazione, molti non ce l’hanno fatta a pagare cifre più alte di quelle versate nel 2012. In certi casi clamorosamente più alte, come è accaduto soprattutto per tante aziende.

È vero che una certa “forbice” tra incasso previsto e incasso realmente realizzato a fine anno è più che normale. Ed è altrettanto vero, come confermano gli uffici comunali, che nei primi due mesi e mezzo dell’anno sono entrati spontaneamente nelle casse comunali altri 813.000 euro targati Tares. Un’altra fetta della torta, infine, Palazzo di Giano la recupererà con il primo invio delle notifiche a famiglie e aziende che non hanno ancora pagato.

Resta il fatto, però, che tantissimi, finora, sono i bollettini della Tares rimasti chiusi in un cassetto. A Quarrata, del resto, è accaduto lo stesso, come si leggeva ieri sul “Tirreno”: anzi, la fuga dalla tassa rifiuti e servizi, nel secondo comune della provincia, ha cifre record per le imprese (33% circa di evasione), rispetto alle famiglie, che per l’84% hanno fatto il loro dovere di contribuenti. Del resto la stessa amministrazione comunale si attendeva che le difficoltà economiche frenassero la riscossione della Tares. Nel bilancio preventivo 2013 era stato calcolato in 450.000 euro l’ammontare del Fondo svalutazione crediti, soldi accantonati prudenzialmente proprio in previsione del fatto che il gettito Tares potesse essere minore del previsto.

Lo immaginavano anche i sindaci revisori, che nella loro relazione al bilancio 2013, invitavano il Comune «a monitorare attentamente l’andamento degli incassi rispetto alle previsioni, al fine di adeguare tempestivamente la capienza del Fondo svalutazione crediti». Segno che già nei mesi scorsi c’era piena coscienza delle difficoltà di aziende e famiglie.

La giunta guidata da Samuele Bertinelli ha comunque seguito i consigli dei propri revisori. E difatti nella nota stampa che dava notizia, l’altro ieri, dell’approvazione del verbale di chiusura dell’esercizio 2013, si citava anche la circostanza che il Fondo svalutazione crediti fosse stato rimpinguato, facendolo salire dagli originari 450.000 a un milione 283.871 euro, con un incremento di oltre 833.000 euro. Soldi che alla fine mancheranno all’appello per altre destinazioni e che hanno contribuito a scavare quella voragine di 2,1 milioni di euro di disavanzo con cui Palazzo di Giano ha chiuso i conti 2013.

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