Sicurezza
«Abbiamo deciso noi di trasferire i bimbi»
SAMBUCA. «Il trasferimento dei bambini nella scuola di Castel di Casio è una nostra scelta dovuta alla situazione non più sostenibile». Giada Pierazzuoli e Barbara Ramazzotti, madri di due bambini in...
SAMBUCA. «Il trasferimento dei bambini nella scuola di Castel di Casio è una nostra scelta dovuta alla situazione non più sostenibile». Giada Pierazzuoli e Barbara Ramazzotti, madri di due bambini in età d’asilo, rispondono al sindaco Marcello Melani che in un recente articolo di cronaca smentiva la notizia della chiusura della scuola di Treppio definendola «una bufala … alla quale buonamente alcuni madri hanno abboccato». «Il nostro carissimo sindaco - scrivono le mamme - prima di esprimersi in maniera poco adeguata, trattandoci come persone incapaci di intendere e di volere che, povere trote di fiume, hanno abboccato alla “bufala”, dovrebbe conoscere i fatti. La nostra scelta, e sottolineiamo nostra poiché non attribuibile a manovre subdole di altre istituzioni, di iscrivere i figli alla scuola di Castel di Casio (Bologna), cancellando l’iscrizione di 5 bambini alla scuola di Treppio, è dovuta ad un insieme di fattori che più volte abbiamo elencato al sindaco e alla dirigente scolastica. Se teoricamente la lezione dovrebbe svolgersi dalle 8 alle 13, i bambini quasi sempre non entrano in classe prima delle 8.30 e finiscono sempre prima delle una. Nonostante le tre aule a disposizione nella scuola, le 5 classi primarie sono costrette a fare lezione riunite in un’unica stanza perché le altre due sono occupate dall’ufficio del comune e del Pass e l’altra dall’asilo. Resta l’alternativa dell’atrio, dove i bambini fanno educazione fisica visto che non c’è una palestra. Il sindaco parla di miglioramenti - proseguono - ma senza tradurli in fatti. Così abbiamo deciso di trasferire i nostri figli in una struttura capace di garantire il tempo pieno ed un ambiente adeguato. (e.v.)
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