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Pistoia

Berti a giudizio: «Rubò un’automobilina»

Berti a giudizio: «Rubò un’automobilina»

La procura accusa l’ex sindaco di Pistoia di aver sottratto in un supermercato il modellino ed averlo nascosto in tasca

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PISTOIA. A giudizio per il furto di un’automobilina in un centro commerciale l’ex sindaco di Pistoia Renzo Berti.

L’ex primo cittadino è accusato di aver rubato, il 2 dicembre 2012, un modellino di auto e di esserselo infilato in una tasca, per poi rimettere al suo posto su uno scaffale la confezione che conteneva altre tre macchinine: costo complessivo, 9 euro e 90 centesimi. Il furto gli era stato contestato dal personale del supermercato quando si era presentato alla cassa per pagare. Berti, che era a fare la spesa assieme a tutta la famiglia, aveva spiegato che probabilmente era stato uno dei figlioletti a infilargli il modellino nella tasca a sua insaputa. Fatto sta che, al termine delle indagini, la procura lo ha citato in giudizio: l’udienza è fissata per il prossimo 9 luglio davanti al giudice monocratico. In quell’occasione è quasi certo che accusa e difesa si accorderanno per chiudere il procedimento con un patteggiamento, prima dell’inizio del dibattimento.

L’ex sindaco è accusato di furto aggravato perché, come si legge nel capo di imputazione, aveva prelevato «dagli scaffali del supermercato Panorama una confezione contenente quattro piccole automobili denominate “Nano speed” (avente un valore complessivo di euro 9,90) e asportato una di tali automobili riponendola all’interno della tasca dei pantaloni ed occultando il resto della confezione dietro ad altri prodotti e, successivamente, superando le casse senza pagare l’automobile prelevata».

Secondo l’accusa formulata dal pm titolare dell’indagine, Francesco Sottosanti, Berti non era riuscito nel suo intento «a causa dell’intervento del personale addetto al controllo, che lo seguiva senza mai perderlo di vista».

La procura ha inoltre contestato all’ex sindaco l’aggravante di aver commesso il reato «con violenza sulle cose»: aprendo e danneggiando la confezione in cui si trovavano le quattro macchinine, «strappando il cartoncino e aprendo il contenitore di plastica».

In tal modo, trattandosi di furto aggravato, la procura ha potuto procedere d’ufficio, anche in mancanza, cioè, di una querela di parte: i responsabili del supermercato, infatti, non avevano nell’occasione sporto denuncia, si erano limitati a far pagare la confezione di automobiline a Berti rilasciandogli un regolare scontrino. La procura, però, era venuta ugualmente a conoscenza dell’episodio e aveva deciso di aprire un fascicolo.

Completamente diversa la ricostruzione dell’episodio fatta dall’imputato, che ha scelto di seguire la strada del patteggiamento per chiudere definitivamente una vicenda per lui penosa ma non per ammettere la propria colpevolezza. Un’accusa nata da un equivoco. Berti ha spiegato che probabilmente era stato uno dei suoi figlioletti a infilargli per gioco in tasca l’automobilina senza che lui se ne accorgesse. Un modellino tra l’altro dal valore irrisorio: si tratta di quelle mini-automobiline (talmente piccola da stare dentro gli ovetti di cioccolata) che i bambini si divertono a lanciare su piste di plastica facendogli compiere il cosiddetto giro della morte.

Fatto sta che si tratta dell’ennesimo guaio giudiziario piombato sull’ex sindaco di Pistoia in queste settimane. Alcuni giorni fa, nell’ambito dell’inchiesta “Untouchables” era stato rinviato a giudizio per omessa denuncia di reato da parte di pubblico ufficiale: secondo la procura, non aveva denunciato i comportamenti sospetti da parte del tecnico comunale Marcello Evangelisti.

Massimo Donati

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