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Verso mezzogiorno lo scuotimento fatale per il piccolo Mattia
I periti del giudice restringono ulteriormente l’arco di tempo in cui sarebbe avvenuto l’episodio: «Il bimbo era all’asilo»
PISTOIA. Non solo l’episodio di scuotimento che ha portato alla morte del bambino è avvenuto in orario di asilo, ma addirittura l’arco temporale può essere ristretto ulteriormente tra le undici e mezzo e mezzogiorno. A sostenerlo, nella loro integrazione peritale, sono il neurochirurgo e il radiologo forense incaricati dal tribunale civile di Pistoia di far luce sulla morte del piccolo Mattia Pierinelli – 9 mesi appena – avvenuta il 7 dicembre 2009, dopo cinque giorni di agonia, all'ospedale Meyer di Firenze, dopo essere entrato in coma mentre era all’asilo comunale Lago Mago del Villaggio Scornio.
Mattia era morto per sindrome da scuotimento, hanno confermato diverse perizie. Ma secondo i due luminari dell’ospedale pediatrico Gaslini di Genova, Arturo Cama e Andrea Rossi, il bimbo era stato “scosso” poco prima che fosse colpito dal malore, quindi quando si trovava già all’asilo.
Davanti al giudice civile è in corso la causa che i genitori del piccolo, Caterina Innocenti e Riccardo Pierinelli, hanno avviato contro il Comune di Pistoia, titolare dell’asilo. E nei giorni scorsi, in vista della prossima udienza del 17 marzo, i due consulenti tecnici hanno depositato le loro integrazioni, a risposta della perizia di parte che a loro volta avevano presentato i medici legali incaricati dall’avvocato del Comune.
«L’integrazione – spiega il legale della famiglia Pierinelli, l’avvocato Maurilio D’Angelo – conferma pienamente l’orario dell’episodio che ha portato alla morte e smentisce totalmente le tesi dei periti incaricati dal Comune. I due ctu del tribunale sostengono che non solo si può restringere l’orario a dopo le otto del mattina ma addirittura collocarlo intorno alle undici e mezzo-mezzogiorno: una tesi, spiegano, sostenibile a tutti i livelli e sostenibile in maniera forte davanti a chiunque».
«E in termini decisamente fermi – prosegue l’avvocato D’Angelo – dicono che le interpretazioni dei due periti incaricati dal Comune sono totalmente fuori da qualunque valutazione di natura medico-legale e che i testi scientifici che loro richiamano sono stati interpretati in maniera errata e grossolana. Insomma, danno un taglio netto a questa tesi e confermano la responsabilità da parte del personale dell’asilo e quindi del Comune».
Come detto, la prossima udienza davanti al giudice civile Sergio Garofalo ci sarà lunedì prossimo. È prevista la chiusura dell’istruttoria, con le successive conclusioni da parte degli avvocati. Quindi il rinvio a un’altra udienza per la sentenza.
In parallelo alla causa civile, sulla morte del piccolo Mattia è in corso anche un’inchiesta penale da parte della procura. Proprio in questi giorni – forse già prima di lunedì – il pm titolare delle indagini, Claudio Curreli, che ha acquisito al suo fascicolo anche la perizia d’ufficio del tribunale civile, potrebbe prendere una decisione: chiedere al gip l’archiviazione, qualora ritenga non sia possibile individuare responsabilità personali certe per la morte del piccolo Mattia; oppure chiedere il rinvio a giudizio degli eventuali indagati.(m.d.)
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