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Iniziati i lavori per garantire la sicurezza dei magistrati

Iniziati i lavori per garantire la sicurezza dei magistrati

PISTOIA. Iniziati i lavori per la messa in sicurezza del tribunale di Pistoia. Da ieri mattina i tecnici della ditta a cui il Comune – proprietario del palazzo pretorio di piazza Duomo e dell’ex...

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PISTOIA. Iniziati i lavori per la messa in sicurezza del tribunale di Pistoia. Da ieri mattina i tecnici della ditta a cui il Comune – proprietario del palazzo pretorio di piazza Duomo e dell’ex convento di via San Mercuriale – ha affidato l’incarico stanno installando i videocitofoni all’esterno degli uffici di tutti i giudici. In tal mdo i magistrati potranno almeno rendersi conto con chi hanno a che fare prima di aprire la porta, così da evitare situazioni a rischio come quella accaduta tre settimane fa al giudice delle esecuzioni Rosa Selvarolo, rimasta per mezz'ora in balia nel suo ufficio di un esagitato.

Quello dei videocitofoni è comunque soltanto il primo passo. Il Tribunale e la procura di Pistoia sono gli unici uffici giudiziari in tutta la nostra regione in cui non è garantita la sicurezza attraverso metal-detector agli ingressi o con un servizio di vigilanza interno. Proprio per mettere fine a tale situazione e garantire la sicurezza di magistrati , dipendenti, avvocati e cittadini che frequentano i palazzi di giustizia, il presidente del Tribunale Fabrizio Amato e il procuratore capo facente funzione Giuseppe Grieco hanno sollecitato l’amministrazione comunale in tal senso. Alcuni giorni fa hanno avuto un incontro a con il vicesindaco di Pistoia Daniela Belliti, a cui ha partecipato anche la Provincia di Pistoia. L’intesa in via di definizione infatti è quella – scartata la soluzione di impiegare personale comunale per carenza di organico – di garantire la sorveglianza attraverso due strade parallele: così come hanno già fatto i Comuni, tra gli altri, di Firenze, Lucca e Prato, l’amministrazione comunale dovrebbe stipulare una convenzione con degli istituti di vigilanza; inoltre, Comune e Provincia assieme dovrebbero stipulare una convenzione (che prevede un costo molto ridotto: in pratica un rimborso spese) con le associazioni di ex appartenenti alle forze dell’ordine, che, non potendo svolgere funzioni di vigilanza armato, avrebbero il compito di fare da filtro agli accessi e, grazie alle loro divise, avere anche una funzione di deterrenza. Venerdì prossimo è previsto un altro vertice per definire l’accordo.

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