Sicurezza
Gli sconfitti: «Pronti a collaborare»
Meoni e Galardini tendono la mano. Betti, una campagna nel nome di Renzi
MONTALE. Ferdinando Betti, il centrosinistra ricomincia da qui. Una vittoria netta con più di 250 voti di scarto dalla seconda classificata, Valentina Meoni. Il segreto del suo successo sta forse nei tempi e nel linguaggio. Anche se l’ultimo a presentare la sua candidatura alle primarie, è stato il primo ad annunciarla nel giugno 2013. Con il sostegno di alcuni iscritti che lo avevano spronato a mettersi in gioco, ha potuto preparare la sua campagna per tempo. «Abbiamo puntato sulla semplicità del messaggio, su un linguaggio schietto che guardava alla concretezza» ha spiegato Betti.
Senza dubbio gli ha giovato la situazione politica che stiamo vivendo. Interessati il giusto ai punti di un programma elettorale, forse per la svogliatezza o per un’effettiva difficoltà di lettura, gli italiani hanno cambiato i criteri di scelta. Cercano conferma alle loro aspettative nell’immagine di un candidato, nella sicurezza che la sua figura sa dare. Come i suoi sfidanti, Betti ha fatto ampio uso degli strumenti offerti dalla tecnologia, ma la sua vera sfida si è giocata nelle vie, al mercato, negli incontri di caseggiato. Ha saputo parlare la stessa lingua di quanti lo hanno votato, ha rimarcato la sua adesione alle idee del neo premier Renzi. «Giusto qualche giorno per riprenderci dalla fatica e torneremo al lavoro. A breve mi incontrerò con gli altri due candidati per discutere di come muoverci in vista delle elezioni di maggio».
Valentina Meoni è apparsa scossa dopo l’esito delle primarie. Certo nessuno si immaginava un risultato del genere. Ci tiene però a conservare la sua dignità e a tener fede all’impegno preso verso i suoi elettori. Aiuterà il vincitore, nel caso glielo chiedesse. Lo stesso farà Galardini, la cui presenza nella competizione ha influenzato, e non poco, il responso delle urne.
Intanto Betti pensa al futuro. La vittoria di Giacomo Mangoni ad Agliana apre nuovi scenari all’aspirante sindaco. I due, infatti, si erano già trovati d’accordo su molte questioni, forse anche grazie alla comune fede renziana. Guardano con simpatia all’Unione dei Comuni che, in un futuro, potrebbe anche sfociare nella proposta di una vera e propria fusione. Una strada ancora da esplorare, che Betti intende percorrere per gradi, in modo da convincere i suoi concittadini dell’opportunità politica ed economica di una tale decisione.
Massimo Vitulano
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